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11 settembre, cerimonia a Ground Zero. Il sindaco Mamdani non è il benvenuto

Alberto Russo
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«Non dimenticheremo mai». Così Donald Trump nel suo intervento all'Ellipse di Washington, ad un evento per celebrare le vittime e i soccorritori degli attentati dell'11 settembre 2001. «Quelli che abbiamo perso non saranno mai dimenticati», ha detto il presidente, che ha poi aggiunto in riferimento alla guerra con l'Iran: «Ora stiamo combattendo perché una certa nazione vuole l'arma nuleare; erano vicini e ora non hanno nessuna possibilità, non avranno mai l'arma nucleare. Sono stati puniti severamente».


Gli occhi tuttavia sono puntati su New York. A Gorund Zero ci sarà una significativa rappresentanza istituzionale, caratterizzata dalla presenza del sindaco Zohran Mamdani per molti controversa a causa della sua fede musulmana e delle sue posizioni filo-palestinesi e dall'assenza del presidente Donald Trump. Alle cerimonie annuali per l'11 settembre a Ground Zero il luogo dove un tempo sorgevano le Torri Gemelle è consuetudine vedere esponenti politici di entrambi i partiti. Quest'anno è stata confermata la partecipazione degli ex presidenti democratici Joe Biden, Bill Clinton e Barack Obama, oltre a quella del repubblicano George W. Bush, secondo quanto riportato da NewsNation. Di solito partecipano anche il sindaco e i suoi predecessori. Mamdani ha confermato la sua presenza a luglio, senza fare riferimento a una petizione popolare lanciata da un familiare di una vittima, alla quale si sono poi aggiunte altre iniziative analoghe contrarie alla sua partecipazione. La cerimonia è tuttavia apartitica: dal 2012, ai politici è vietato prendere la parola e partecipano semplicemente come testimoni dell'omaggio, durante il quale i familiari leggono i nomi delle vittime e vengono osservati sette momenti di silenzio: sei per gli attentati veri e propri e uno finale per coloro che sono deceduti a causa di malattie correlate all'11 settembre.


La presenza di Mamdani non è però gradita ad alcuni familiari delle vittime e gruppi di sopravvissuti. La Port Authority Retired Police Association ha chiesto sia al sindaco che alla governatrice Kathy Hochul di astenersi dal partecipare, mentre il suo presidente, John McDevitt, ha avvertito che la loro presenza potrebbe causare «dolore» alle vittime e «distogliere l'attenzione». Una petizione lanciata da Giovanni Galante vedovo di una vittima ha raccolto quasi 100.000 firme: essa contesta alcune posizioni di Mamdani ritenute «ostili», come l'apprezzamento espresso per l'imam Siraj Wahhaj (legato all'islamismo radicale), l'assunzione di Ramzi Kassem un avvocato che ha difeso un terrorista di Al-Qaeda come consulente legale locale, e la mancata condanna dello slogan «globalizzare l'Intifada».

Anche l'ex governatore repubblicano George Pataki e Bruce Blakeman, amministratore della contea di Nassau e candidato governatore, il cui nipote è morto negli attentati hanno espresso la loro contrarietà. Dal canto suo, il sindaco ha difeso la propria partecipazione e il suo impegno verso le vittime: «Renderò omaggio con orgoglio alle famiglie, ai sopravvissuti e ai primi soccorritori, ribadendo che non dimenticheremo mai quel giorno», ha affermato lo scorso luglio. Nel frattempo, anche l'assenza di Trump sta suscitando polemiche: sarà il primo presidente in carica a non partecipare alla commemorazione di New York, inviando al suo posto il vice JD Vance. Secondo il New York Times il tycoon ha deciso di partecipare alle cerimonie dell'11 settembre al Pentagono un altro dei luoghi colpiti dagli attentati.

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