Israele e la caccia senza sosta ai terroristi del 7 ottobre: "Come a Monaco 1972"
Negli ultimi mesi è aumentato il ritmo delle eliminazioni mirate dei responsabili del massacro
In molti ricorderanno il film TV «Vendetta» trasmesso su Rai 2 nel 1991 e «Munich» di Steven Spielberg del 2005. Queste due opere si basano sulla politica che il Primo ministro israeliano Golda Meir inaugurò all’indomani dell’attentato alle Olimpiadi di Monaco 1972. «Arriva il giorno in cui ogni civiltà deve scendere a compromessi con i propri valori». Con queste parole, durante una riunione del comitato X, Golda Meir diede il via alla sua dottrina «Terrorizzare i terroristi» che metteva nel mirino esecutori e mandanti dell’attentato al villaggio olimpico. Gli anni ’70 sono lontani, ma secondo le rivelazioni di Ynet, sito legato al quotidiano Yedioth Ahronoth sembra che lo Shin Bet, l’Intelligence interna che il 7 ottobre 2023 si è fatta trovare impreparata, abbia riesumato la dottrina Meir e che fin dal giorno seguente il massacro di 1200 persone e il rapimento di altre centinaia, tutti civili israeliani vivi e morti, abbia riesumato la dottrina Meir e che la stia portando avanti senza sosta.
La lista della nuova vendetta di Israele è lunga e il motto «Nessun terrorista di Nukhba è al sicuro» ha preso il posto del «Terrorizzare i terroristi» mentre il NI LI, che riunisce personale dell'intelligence operativo che ha come unica missione rintracciare e uccidere ogni membro di Hamas che il 7 ottobre ha invaso le comunità israeliane, stuprato, ucciso, saccheggiato e rapito civili, ha preso il posto del comitato X. Cambiano i nomi, i modi e i tempi mala sostanza rimane: non si tocca Israele rimanendo impuniti. I funzionari della sicurezza promettono di raggiungere tutti i responsabili nonostante il cessate il fuoco e le limitazioni volte a proteggere i civili palestinesi. Secondo i commenti trapelati è l’unico modo che lo Stato Ebraico ha per ripristinare il patto di difesa e protezione con la sua popolazione.
Come riportato dalle fonti giornalistiche nel centro di comando NILI, che opera in stretto coordinamento con le Forze di Difesa Israeliane, si raccolgono informazioni, nomi e fotografie dei terroristi di Hamas e della Jihad Islamica e nel contempo vengono programmate le uccisioni mirate sia di chi si è sporcato le mani di sangue, sia delle figure di spicco delle organizzazioni terroristiche che a Gaza avevano pianificato il massacro. Oltre a cercare informazioni e a compilare liste le forze di sicurezza hanno raccolto dati anche tramite fonti umane, informatori, durante le operazioni di terra a Gaza. Documenti, filmati ed elenchi di Hamas e dalla Jihad Islamica recuperati hanno contribuito, insieme ai filmati girati dagli stessi terroristi in quelle tragiche ore, a delineare un quadro generale dei responsabili del massacro che Israele intende individuare ed eliminare. E negli ultimi mesi il ritmo degli omicidi mirati sembra essersi accelerato con nomi che lasciano le liste dei ricercati e finiscono su quelle degli eliminati.
Il Comando dell’IDF ha più volte affermato che la lista degli obiettivi ha anche lo scopo di ostacolare la ricostruzione militare di Hamas identificando i processi interni all'organizzazione terroristica con l'obiettivo di privarla delle sue capacità militari. Molti di coloro che hanno partecipato al massacro del 7 ottobre sono ora impegnati nella ricostruzione della forza militare di Hamas e questo li rende obiettivi doppi. Ogni eliminazione viene condotta in base alle condizioni sul campo. Il centro di comando monitora attentamente coloro che sono nel mirino e traccia ogni loro mossa. Alcuni attacchi vengono lanciati immediatamente in base alle informazioni e a opportunità sul campo. Altri vengono pianificati nel dettaglio con giorni di anticipo. Dopo il rilascio degli ostaggi vivi e dei cadaveri di quelli morti si è creata una situazione più favorevole e i Servizi agiscono con maggiore facilità in modo da poter regolare i conti con coloro che hanno commesso atrocità e per fermare attività terroristiche che la popolazione israeliana non può più tollerare.
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