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Gran Bretagna, Starmer getta la spugna: annunciate le dimissioni da premier

Foto:  Lapresse

Fausta De Rossi
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Il premier britannico Keir Starmer ha annunciato le sue dimissioni in un punto stampa all'esterno di Downing Street. "La domanda che sta facendo il mio partito adesso è se io sono la persona per guidarlo verso le prossime politiche: la mia decisione è quella di mettere al primo posto il Paese. Questa è la regione per cui do le mie dimissioni, ho parlato questa mattina con Sua maestà che le ha accettate". Starmer si è commosso durante l'annuncio delle dimissioni da leader laburista e, di conseguenza, da primo ministro britannico. Starmer ha ammesso che la domanda che il suo partito si sta ponendo è se lui sia la persona più adatta a guidarlo alle prossime elezioni generali e ha detto di aver "ascoltato la risposta" della dirigenza laburisti a questa domanda e di "accettarla con serenità". "Ogni decisione che ho preso", ha detto, "è stata dettata dal "mettere al primo posto il Paese che amo". "Mi dimetterò da leader del Partito Laburista" ha detto. Prima di annunciare le dimissioni, Starmer ha dichiarato di aver ereditato un Partito Laburista "in bancarotta politica, finanziaria e morale". Ha affermato di essersi sentito ripetere "più e più volte" che il partito era "finito", ma di aver "dimostrato che si sbagliavano", di aver cambiato il partito "sradicando il veleno dell'antisemitismo, ripristinando la fiducia nell'economia, nella difesa e nella sicurezza nazionale".

Le voci di dimissioni di Starmer hanno cominciato a circolare dopo la vittoria di Andy Burnham in un'importante elezione suppletiva che ha spianato la strada alla sfida per la leadership. Secondo le regole del Partito Laburista, il leader del partito di centrosinistra deve essere un membro del Parlamento. Con l'addio di Starmer la Gran Bretagna si ritroverà con il settimo primo ministro in un decennio, un ricambio senza precedenti nella sua storia moderna. Sessantatre ani, ex avvocato, Starmer ha sempre dichiarato che si sarebbe opposto a qualsiasi tentativo di destituirlo, ma la schiacciante vittoria di Burnham nel collegio elettorale di Makerfield, nel nord-ovest della Gran Bretagna, lo ha indotto a un ripensamento.

Burnham, sindaco di Manchester dal 2017, ha chiarito la sua intenzione di candidarsi alla guida del Partito Laburista avvertendo, nel suo discorso di vittoria alle elezioni suppletive, che c'è "un'ultima possibilità di cambiare". Starmer, che secondo i sondaggi è profondamente impopolare tra gli elettori, ha trascorso il fine settimana con la sua famiglia a Chequers, la residenza estiva dei primi ministri, per colloqui con gli alleati. Il Guardian riporta che con la sua cerchia ristretta ha lavorato al discorso di dimissioni. Il mandato di Starmer, iniziato a luglio 2024, è stato costellato da passi falsi, cambi di rotta politici, scandali e dimissioni ministeriali. Tra tutti l'infausta decisione di nominare Peter Mandelson, collaboratore di Jeffrey Epstein, ambasciatore del Regno Unito a Washington. La pesante sconfitta subita dal Partito Laburista nelle elezioni locali e regionali in Inghilterra, Scozia e Galles il mese scorso ha ulteriormente intensificato la pressione. Le conseguenze delle elezioni di maggio hanno portato alle dimissioni del deputato laburista di Makerfield, spianando la strada a Burnham per diventare parlamentare e sfidare Starmer alla leadership del partito. Ex parlamentare e ministro del governo negli anni 2000, Burnham ha sfidato le tendenze nazionali battendo agevolmente il candidato del partito populista di estrema destra Reform UK. Burnham, proveniente dalla cosiddetta ala moderata del Partito Laburista, ha fornito pochi dettagli sui suoi piani di governo in caso di vittoria, ma secondo i media britannici tra i primi passi ci sarebbero la sostituzione del ministro delle Finanze Rachel Reeves, mantenendo al contempo il ministro dell'Interno Shabana Mahmood.

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