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Mercedes entra nel mercato della difesa: asse segreto per il furgone anti-drone

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Foto: Lapresse

Andrea Riccardi
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La guerra in Ucraina sta rivoluzionando le tecnologie dei droni e l'industria automobilistica tedesca guarda sempre più al settore della difesa come possibile area di crescita. Dopo Volkswagen, anche Mercedes-Benz sarebbe pronta a entrare nel mercato dei sistemi anti-drone. Secondo quanto riportato dal Financial Times, Mercedes-Benz collaborerà con la startup di Monaco Tytan Technologies, specializzata nello sviluppo di droni intercettori autonomi guidati dall'intelligenza artificiale. Le due aziende sarebbero in procinto di firmare una dichiarazione d'intenti, riferiscono al quotidiano due persone a conoscenza del dossier. Nel progetto, Mercedes dovrebbe fornire i veicoli per un sistema mobile di difesa anti-drone denominato “Drone Defender”.

 

 

La piattaforma dovrebbe essere basata sul furgone Sprinter e su una versione militare del fuoristrada Classe G, equipaggiati con sensori e sistemi di lancio per droni intercettori sviluppati da Tytan. Secondo il Financial Times, il sistema sarebbe più economico e rapidamente disponibile rispetto alle piattaforme militari più complesse impiegate al fronte. Tytan punta ad avviare la produzione del “Defender” entro la fine dell'anno. La startup collabora inoltre con l'Ucraina nello sviluppo delle proprie tecnologie. Alla base dell'iniziativa vi è anche la crescente preoccupazione per possibili attacchi con droni contro infrastrutture critiche. Negli ultimi mesi i servizi di intelligence interni tedeschi hanno invitato le aziende a rafforzare le misure di protezione, mentre dal 2022 le autorità hanno registrato un aumento di attività sospette di droni nei pressi di aeroporti e basi militari tedesche, attribuite a Mosca.

 

 

Con l'aumento delle spese militari in Europa, il settore della difesa sta diventando un potenziale motore di crescita per le case automobilistiche tedesche, alle prese con margini in calo e con la crescente concorrenza cinese. L'amministratore delegato di Volkswagen, Oliver Blume, ha indicato la cooperazione con aziende della difesa come una possibile risposta all'eccesso di capacità produttiva del settore auto. Anche il numero uno di Mercedes, Ola Källenius, aveva dichiarato il mese scorso al Wall Street Journal che il gruppo potrebbe ampliare le attività legate alla difesa, pur precisando che si tratterebbe di un business di nicchia.

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