Golfo, gli Usa colpiscono isola di Qeshm. Raid dell'Iran sulle basi americane
La crisi geopolitica e militare nel Golfo Persico ha registrato nelle ultime ore un netto inasprimento del confronto bellico, facendo registrare un serrato e violento botta e risposta militare che mette a durissimo prova la fragile tenuta del cessate il fuoco concordato lo scorso aprile e ribadito anche ieri in un posto su Truth dal presidente americano Donald Trump. Certo, si fa davvero fatica a parlare di tregua quando i sistemi difensivi degli Stati Uniti e dei loro alleati regionali hanno neutralizzato un'offensiva su vasta scala che minacciava infrastrutture strategiche e la sicurezza della navigazione commerciale. A confermare l'accaduto una nota ufficiale dello stesso Comando Centrale degli Stati Uniti (CENTCOM) che ha formalmente comunicato il respingimento di molteplici attacchi coordinati dalle forze di Teheran. "Una nuova ondata di droni iraniani che tentavano di attaccare le forze statunitensi in Kuwait non ha raggiunto i bersagli previsti la scorsa notte" si legge nel dispaccio. La nota aggiunge che l'apparato difensivo e di contrasto aeronavale ha sventato ogni incursione ostile senza subire danni a installazioni o a personale, sottolineando come "tutti gli attacchi iraniani contro le forze statunitensi sono falliti". Oltre alle contromisure attuate nello spazio aereo del Kuwait, l'intervento congiunto statunitense ha intercettato missili balistici diretti verso il Bahrein, abbattuto velivoli senza pilota focalizzati su rotte mercantili civili e sferrato un duro attacco contro obiettivi terrestri situati nella strategica isola iraniana di Qeshm, nello Stretto di Hormuz.
Iran, Trump tenta di serrare i negoziati. L'intesa con Israele per isolare Hezbollah
La narrazione sul campo di questo nuovo scontro frontale si divide, come di consueto, tra i resoconti del CENTCOM e le rivendicazioni propagandistiche diffuse dalla Repubblica Islamica. Il Corpo delle Guardie Rivoluzionarie Islamiche (IRGC), attraverso i canali ufficiali e i media statali di Teheran, ha fornito una versione diametralmente opposta sull'andamento e sulla genesi dei combattimenti. I Pasdaran hanno affermato che le forze armate statunitensi avrebbero inizialmente preso di mira e colpito una torre delle telecomunicazioni e di controllo situata sull'isola di Qeshm. Secondo la versione iraniana, l'operazione missilistica contro il Kuwait e il Bahrein avrebbe rappresentato una ritorsione immediata e mirata contro le installazioni da cui sarebbe partito l'ordine d'attacco. Le fonti di Teheran hanno inoltre rivendicato di aver centrato con successo una base militare statunitense situata in un paese dell'area e, in particolare, di aver inflitto gravi danni al quartier generale della Quinta Flotta degli Stati Uniti, situato a Juffair, in Bahrein. Questa ricostruzione è stata smentita in modo categorico dai vertici militari americani. Il CENTCOM ha bollato come del tutto prive di fondamento le dichiarazioni sulle perdite della Quinta Flotta, ribadendo la totale impermeabilità delle proprie linee difensive ai vettori d'attacco nemici.
La scelta dell'isola di Qeshm come obiettivo centrale dell'azione di rappresaglia statunitense mette in evidenza la rilevanza cruciale della geografia militare in questo specifico settore del Golfo Persico. Con una superficie di circa 1.445 chilometri quadrati, Qeshm si configura come l'isola più grande del bacino e domina l'imboccatura settentrionale dello Stretto di Hormuz. Tale posizione la rende l'avamposto geografico d'osservazione e di offesa sul punto di transito energetico più critico del pianeta, da cui dipendono i flussi globali di greggio e di gas naturale liquefatto. La conformazione territoriale, allungata parallela alla costa iraniana, e lo sviluppo negli anni di una complessa infrastruttura militare fortemente fortificata, l'hanno trasformata in una vera e propria fortezza missilistica sotterranea e in un centro direzionale per i sistemi radar e le unità da guerra asimmetrica dell'IRGC. Per l'esercito statunitense e per le coalizioni internazionali poste a protezione delle rotte navali, Qeshm rappresenta un obiettivo primario proprio a causa di questi fattori chiave. Neutralizzare le stazioni di controllo radar e i lanciatori dell'isola significa privare Teheran della capacità immediata di bloccare il traffico marittimo o di colpire con precisione i vettori alleati operanti nel braccio di mare antistante.
Dai blog
L'estate di Anna Tatangelo e Welo: "Per noi è come una rinascita"
Eterno pioniere del jazz: cento volte Miles Davis
Ultimo annuncia il nuovo album: così lancia il concerto dei record