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"Seguire i soldi" è il modo migliore per svelare le strategie di conquista dell'Islam politico

Anna Maria Cisint
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«Seguire i soldi». Ce l’ha insegnato Giovanni Falcone e le sue parole non sono mai state così attuali e universali per svelare il sistema di interessi criminali e anche le strategie di conquista dell’islam politico che, attraverso una rete internazionale, sovvenziona e alimenta la diffusione del proprio messaggio: conquistare l’Europa e sottomettere gli "infedeli". Flussi economici utilizzati per edificare la nuova "casa islamica", mattone dopo mattone, anche in Occidente, a cui tutti i musulmani sono chiamati a contribuire con le rimesse e con la zakat, uno dei cinque pilastri dell’Islam, risorse che finiscono poi nel circuito della finanza islamica e nelle mani delle fondazioni finto "benefiche" islamiche, che rimettono in circolo il denaro verso l’Europa per la costruzione di moschee abusive, scuole islamiche, centri di formazione per imam, come quello di Verona. Lo afferma anche il report dell intelligence francese.


Ciò avviene anche per il tramite di organizzazioni satellite, come il Consiglio dei Musulmani d’Europa e "l’italiana" UCOII, che anche attraverso Qatar Charity - braccio economico della Fratellanza musulmana - finanzia l’apertura di moschee a suon di milioni di euro, per poi farle diventare sede di imam radicalizzati e tasselli di una grande rete che collega l’Italia e l’Europa al fanatismo islamico. Nona caso SamirAl-Faleh, vertice del Consiglio dei Musulmani d’Europa (CEM) – organizzazione che il rapporto dell’intelligence francese definisce come ombrello della Fratellanza in Europa e che avrebbe «il compito di coordinare e attuare la strategia di influenza dei Fratelli Musulmani nei confronti delle istituzioni e dei Paesi europei» – qualche mese fa è stato ospite nella moschea targata UCOII di Saronno.
In quelle moschee si fa proselitismo e ci si prepara silenziosamente a colpire le nostre istituzioni, oggi più che mai, non con la spada ma con le nostre stesse armi, quelle della democrazia.

E se non bastasse? Sarà ad una nuova stagione del terzione di colonizzazione: ad ogni serranda italiana abbassata segue l’apertura di un’attività islamica: kebab, minimarket, frutta e verdura, macellerie halal e poi appartamenti, condomini interi, fino a ottenere il monopolio di interi quartieri. Attività commerciali spesso sostenute economicamente dalle comunità attraverso quei fondi. L’obiettivo è uno solo: islamizzare e radicalizzare. C’è da chiedersi però perché le tv tacciano, pochi giornali lo denuncino. Perché? C’è un baratro davanti e invece parlano della Minetti...


Ho chiesto alla Commissione Eu, con l’ennesima interrogazione, la messa al bando della Fratellanza Musulmana, che venga dichiarata organizzazione terroristica per bloccare i tentacoli del fanatismo islamico sul nostro continente, l’Islam politico, la colonizzazione. Indagando abbiamo scoperto che c’è già chi si sta organizzando per l’apertura di un istituto di credito islamico, ovviamente rispondente alle regole della Sharia.
Sta succedendo a Torino, città dove è ben saldo il legame tra area pro-Pal, centri sociali, sinistra parlamentare e islamismo. Una commistione che rischia di creare un nuovo centro di controllo islamista in Italia, questa volta anche economico.
Allora un appello rivolto alla politica e al sistema mediatico: unitevi a noi nella battaglia per salvare il nostro futuro. Non farlo oggi è condannare l’Italia e l’Europa alla sottomissione dell’Islam politico che sta già entrando dalla porta principale nelle nostre istituzioni.

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