Svezia, riallineamento Nato: "Tensioni? Normale amministrazione. Sì all'incremento della difesa"
Si riuniranno a Helsingborg, in Svezia, nella mattinata di oggi 22 maggio i ministri degli Esteri della Nato dopo le ripetute tensioni fra le due sponde dell'Atlantico. Da un lato il ritiro delle truppe Usa dalla Germania, dall'altro l'invio di 5.000 unita in Polonia in virtù del rapporto speciale col presidente Karol Nawrock e poi la flessione dei rapporti con l'Europa dopo il mancato sostegno nello Stretto di Hormuz. Questioni che il segretario dell'Alleanza, Mark Rutte, ha finora minimizzato a "normale amministrazione" perché l'importante è "che la deterrenza e la difesa complessiva rimangano forti". Per l'Italia, il titolare della Farnesina ribadirà la linea politica del paese e l'impegno agli sforzi multilaterali nel Golfo persico per il ripristino del transito sullo Stretto una volta finita la guerra. Al riguardo però, Tajani ha evidenziato un problema: "Non credo che possa essere la Nato a intervenire, anche perché c'è la Turchia che non sarebbe favorevole. Quindi dobbiamo trovare un'altra formula, un altro schema internazionale". Lo ha dichiarato il titolare della Farnesina, Antonio Tajani, arrivando alla riunione dei ministri degli Esteri della Nato a Helsingborg. Noi siamo assolutamente disponibili a partecipare a missioni internazionali sotto la bandiera dell'Onu, sotto la bandiera delle Nazioni dell'Unione Europea".
In un momento di forti scosse diplomatiche fra partner, per Rutte la traiettoria comune si muove "verso un'Europa più forte e una Nato più forte che non si appoggi più su un solo alleato". Questo senza venire meno agli accordi presi fra alleati, fra cui l'impegno ad aumentare le risorse nel settore Difesa. Infatti "molti alleati si stanno impegnando sempre di più, accelerando il percorso verso l'obiettivo del 5% di spesa per la difesa sancito all'Aja. E questo significa letteralmente decine, centinaia di miliardi di dollari in più di spesa per la difesa nel corso degli anni". Sul tavolo resta ovviamente primario il dossier Ucraina. Per la Nato è un "dovere" garantire il necessario per "sostenere lo sforzo bellico" di Kyev e quindi sia la disponibilità delle risorse sia la garanzia che queste vengano distribuite "nel modo più equo possibile tra tutti gli alleati". Questo per svincolare quei sei-sette paesi che si fanno "carico del lavoro più gravoso". Nonostante le tensioni, gli Usa continuano a fornire all'Ucraina "equipaggiamenti cruciali" fra cui "sistemi antimissile balistici e di difesa antimissile, compresi i sistemi Patriot, finanziati dagli alleati europei, il famoso programma Pearl". Ne consegue dunque che la Russia resta per l'Occidente "una minaccia di lungo termine".
La Nato resta dunque l'organizzazione fondamentale per garantire la pace. "Per questo - conclude Tajani - dobbiamo guardare anche a sud, non solo a est, ma anche a sud. L'Africa e molto importante per noi, abbiamo bisogno di un forte impegno della NATO nel sud del Mediterraneo e dobbiamo anche guardare all'Africa".
Dai blog
Ultimo annuncia il nuovo album: così lancia il concerto dei record
Colpaccio De Martino, reunion Maneskin sul palco di Sanremo
Gabry Ponte: "San Siro Dance sarà una festa per tutti"