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Maldive, recuperati due sub: "Ora la famiglia ha una salma su cui piangere"

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Rosa Scognamiglio
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Riprenderanno domani le operazioni di recupero dei sub italiani morti durante un’immersione nell’Atollo di Vaavu alle Maldive giovedì pomeriggio. Quest’oggi sono stati riportati in superficie altri due corpi, oltre a quello di Gianluca Benedetti, la cui salma è stata rimpatriata ieri. Secondo quanto riportano i media locali, si tratterebbe di Federico Gualtieri e Monica Montefalcone, ma manca ancora l’ufficialità. All’appello mancano le salme di Giorgia Sommacal e Muriel Oddenino. Intanto Dan Europe, l’organizzazione internazionale specializzata nella sicurezza e nell’assistenza medica per i subacquei, conferma in una nota pubblicata sul suo sito, che l’operazione di questa mattina è stata condotta in stretta collaborazione con la Maldive National Defence Force, le forze di polizia locali e in costante contatto con le autorità italiane a Malè. L’immersione profonda nel sistema di grotte è stata resa possibile grazie all'impiego di attrezzature e tecniche avanzate, tra cui rebreather, scooter subacquei e sistemi di supporto vitale ridondanti. Il team tecnico, composto da tre subacquei professionisti provenienti dalla Finlandia, ha trasportato le due vittime fino a circa 30 metri di profondità, dove i soccorritori maldiviani hanno poi completato il recupero fino alla superficie. Le salme sono state poi trasferite sulle unità della Guardia Costiera. L’intervento si è concluso senza problemi durante la lunga fase di decompressione dei sub impegnati nelle operazioni.

“Il team finlandese di soccorso desidera esprimere le più profonde condoglianze alle famiglie delle vittime. Stiamo facendo la nostra parte per riportarli a casa. Un ringraziamento speciale va all’Ambasciata italiana, a DAN Europe e alle autorità maldiviane per il supporto fornito al team: questa operazione richiede il lavoro di decine di persone”, ha dichiarato Sami Paakkarinen a nome della squadra finlandese. “L’operazione di oggi ha richiesto un ulteriore livello di coordinamento, competenze tecniche e piena fiducia reciproca tra i subacquei e le autorità maldiviane impegnate nella gestione dell’intervento”, ha aggiunto Laura Marroni, CEO di Dan Europe, sottolineando che la priorità resta “la sicurezza del team operativo e il massimo rispetto per le vittime e le loro famiglie”.

Il recupero dei corpi

Secondo quanto si apprende da alcune indiscrezioni di stampa, i corpi dei quattro sub italiani erano nell’ultimo segmento della grotta di Thinwana Kandu, nota anche con il nome di “Grotta degli squali”. “Ho avuto notizie dall’ambasciata italiana a Colombo e mi hanno confermato il recupero di mia moglie”, ha detto a La Presse Carlo Sommacal, marito di Monica Montefalcone e padre di Giorgia Sommacal, la vittima più giovane. Anche l’avvocato Antonello Riccio ha confermato che l’altro corpo recuperato quest’oggi è quello di Federico Gualtieri: “Ora la famiglia ha una salma su cui piangere”, sono state le parole del legale, che assiste i genitori del ricercatore 31enne. L’auspicio è che ora si possa procedere “con ulteriori accertamenti” per capire la dinamica dell’accaduto. “I genitori ringraziano le autorità locali e di soccorso”, ha concluso Riccio.

Le indagini

Intanto le autorità maldiviane stanno svolgendo una serie di verifiche sulla validità dei permessi per l’immersione di cui erano in possesso i cinque sub italiani. “La professoressa (Montefalcone ndr) ha fatto diverse ricerche e molteplici progetti, è molto conosciuta e il governo era a conoscenza del suo operato”, ha dichiarato in un’intervista a RaiNews 24 il portavoce del governo maldiviano, Mohammed Hussain Sharif. “Ha fatto queste ricerche ogni anno negli ultimi 4 anni e questa ricerca in particolare è stata eseguita dopo una proposta che è stata approvata, ma la proposta di ricerca ha specificato che c'erano dei sub che sarebbero andati nell'Atollo Vaavu, ma in questa lista non ci sono i nomi di tutti i sub, in particolare dell'istruttore e della figlia della professoressa”, ha osservato Sharif. “Le altre persone erano inserite nella lista. - ha confermato il portavoce - Se noi avessimo saputo che si trattava di un'immersione nelle grotte avremmo sicuramente dato degli avvertimenti diversi. Noi sapevamo che sarebbe stata portata avanti questa ricerca sui coralli e c'era anche un limite di tempo perché rientrava tutto ma non sapevamo che sarebbe stata un'immersione nelle grotte”.

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