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Iran, Rasmussen: "L'Europa vada a riaprire Hormuz. Errore tenersi fuori"

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Foto:  Ansa

Andrea Riccardi
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"L'Europa non può restare a guardare nelle crisi mediorientali, è un errore strategico nel definire il conflitto con l'Iran come non appartenente agli interessi europei". Lo sostiene l'ex segretario generale della Nato, Anders Fogh Rasmussen, affermando che "il presidente degli Stati Uniti va sfidato, l'adulazione è inutile, serve invece una proposta negoziale concreta e più pragmatismo". La proposta del politico danese si basa su uno scambio: "Il supporto dell'Europa nel ristabilire l'ordine in Medio Oriente e per la riapertura dello Stretto di Hormuz deve avvenire in cambio di una conferma dell'impegno americano in Ucraina e nel Vecchio Continente". Nonostante Donald Trump non possa ritirarsi dalla Nato senza il via libera del Congresso, Rasmussen sottolinea come la retorica della Casa Bianca sta già minando la credibilità dell'Articolo 5. Per contrastare questa deriva, la ricetta proposta è quella di un approccio speculare a quello del tycoon: "Dobbiamo puntare a un'autonomia difensiva convenzionale, partendo da una coalizione dei volenterosi guidata da Francia e Regno Unito, da allargare a un'Ucraina ormai potenza militare, con l'obiettivo di elevare la spesa per la difesa al 5% del Pil". In questo scenario, l'Italia viene chiamata a un ruolo di primo piano, perché secondo Rasmussen, il Paese è "forte di un'industria bellica d'eccellenza capace di addestrare la produzione comune europea di fronte alla minaccia russa". L'intelligence stima infatti che la Mosca possa essere pronta a un possibile attacco entro il 2030, rendendo quindi urgente il rafforzamento della difesa europea.

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