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Iran, l'ultimatum di Trump per la riapertura di Hormuz: "Martedì alle 20"

Foto: LaPresse

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"Martedi', alle 8 pm Eastern time". In un ultimo post su Truth il presidente americano Donald Trump dà un'ora, senza specificare se si tratti dell'ultimatum dato poco prima a Teheran o di altro. Nel post precedente il leader aveva avvertito Teheran che sempre il 7 aprile "in Iran sarà la Giornata della centrale elettrica e la giornata del ponte, tutto in uno. Non ci sarà niente di simile!!! Aprite il maledetto Stretto, pazzi bastardi, o vivrete all'inferno - Vedrete! Sia lode ad Allah", aveva scritto. La nuova scadenza, fissata alle 20 americane, le 2 di notte in Italia di mercoledì, posticiperebbe di 1 giorno l'ultimatum di Trump a Teheran. Trump ha minacciato di far saltare in aria i siti energetici iraniani se Teheran non riaprirà lo stretto di Hormuz, spingendo al contempo la Repubblica islamica ad accettare una proposta statunitense per porre fine alla guerra che prevederebbe la rinuncia al programma di arricchimento dell'uranio - una richiesta che l'Iran ha finora rifiutato.

 

 

 

Intanto gli Stati Uniti non abbandoneranno la guerra "nel bel mezzo del conflitto". L'ha dichiarato il presidente Usa, Donald Trump in un'intervista a Channel 12 aggiungendo che la sua amministrazione è impegnata in "profondi negoziati", condotti dagli inviati Steve Witkoff e Jared Kyshner, con l'Iran per raggiungere un cessate il fuoco. Due fonti a conoscenza dei colloqui hanno riferito all'emittente che esistono due canali di comunicazione: uno tramite la mediazione di Pakistan, Egitto e Turchia e l'altro attraverso messaggi di testo diretti tra Witkoff, Kushner e il ministro degli Esteri iraniano Abbas Araghchi. I ministri degli Esteri dei Paesi mediatori stanno cercando di far concordare alle parti una serie di misure che consentirebbero a Trump di posticipare la scadenza. Secondo le fonti hanno avuto conversazioni telefoniche con Kushner e Witkoff che però non hanno avuto l'esito sperato. Trump ha dichiarato a Channel 12 di credere che ci siano "buone possibilità" che si raggiunga un accordo prima della scadenza di martedì, "ma se non lo raggiungono, farò saltare tutto in aria". Alla domanda se sia preoccupato di danneggiare i civili in Iran che vorrebbe veder insorgere e rovesciare il regime, Trump ha risposto che "vivono nella paura". "Temono che ce ne andremo nel bel mezzo della guerra, ma non ce ne andremo", conclude.

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