Iran, il Pentagono sposta 5mila Marines e navi da guerra. Resa dei conti su Hormuz?
Il Pentagono sta trasferendo cinquemila, tra Marines e marinai in Medio Oriente, oltre a navi da guerra, dopo che si sono intensificati gli attacchi iraniani nello Stretto di Hormuz. Lo scrive il Wall Street Journal citando tre funzionari americani, secondo i quali il Segretario alla Difesa Pete Hegseth ha approvato una richiesta del Centcom in tal senso.La USS Tripoli, con base in Giappone, e i suoi Marines sono quindi ora diretti in Medio Oriente, hanno affermato due funzionari al Wsj. L'Abc ha invece citato due funzionari secondo i quali sono 2.200 i Marines diretti in Medio Oriente a bordo di tre navi anfibie della Marina degli Stati Uniti.
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Dall'inizio del conflitto in Medio Oriente scoppiato dopo l'attacco degli Stati Uniti e di Israele all'Iran sono state 77 le navi che hanno attraversato lo Stretto di Hormuz. Principalmente si tratta di navi che appartengono alla cosiddetta 'flotta fantasma'. E' quanto sostiene la società di dati marittimi Lloyd's List Intelligence. "Abbiamo registrato 77 transiti dall'inizio del mese attraverso lo stretto, che i Guardiani della Rivoluzione iraniani vogliono mantenere chiuso", ha sottolineato Bridget Diakun, analista di Lloyd's List Intelligence. Tra il 1° e l'11 marzo 2025, erano stati registrati 1.229 passaggi nello stretto, sottolinea a titolo di confronto questa società di dati collegata alla rivista marittima specializzata Lloyd's List. "Non sorprende che alcune navi stiano cercando di lasciare il Golfo, ma abbiamo comunque monitorato 22 navi dirette verso l'interno della regione", ha precisato Diakun. Situato tra il Golfo Persico e il Golfo di Oman, questo braccio di mare è particolarmente strategico per l'esportazione di idrocarburi dei Paesi del Golfo: un quinto della produzione mondiale di petrolio e un quinto del gas naturale liquefatto transitano da qui. Teheran prende di mira lo stretto di Hormuz come ritorsione contro gli attacchi israelo-statunitensi, con l'obiettivo di renderlo impraticabile, una strategia che mira a danneggiare l'economia mondiale per fare pressione su Washington.
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Dal primo marzo, 20 navi commerciali, tra cui 9 petroliere, sono state attaccate o hanno segnalato incidenti nella regione, secondo l'agenzia britannica per la sicurezza marittima Ukmto. L'Organizzazione Marittima Internazionale (Imo) conferma dal canto suo 16 incidenti, di cui otto che coinvolgono petroliere. Secondo Diakun, "più della metà delle petroliere e delle navi metaniere che transitano per Hormuz fanno parte della flotta fantasma". Queste "navi sono davvero abituate alle perturbazioni", quindi sono più propense a tentare la traversata, sottolinea l'analista, secondo cui l'Iran, che possiede una grande flotta fantasma, continua a esportare. La società di dati marittimi precisa che i passaggi attraverso Hormuz sono stati finora effettuati principalmente da navi affiliate a Iran (26%), Grecia (13%) e Cina (12%). Dal canto suo, Afp ha contato circa quaranta navi che hanno attraversato lo stretto di Hormuz dall'inizio del conflitto, considerando soltanto quelle che avevano mantenuto attivo il transponder Ais, il sistema di identificazione automatica.
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Il presidente degli Stati Uniti, Donald Trump, ha esortato le petroliere a "mostrare un po' di coraggio" nell'attraversare lo Stretto di Hormuz. Lo ha dichiarato parlando a Fox News Radio. Interrogato sui rischi che le petroliere corrono nello Stretto di Hormuz, Trump ha affermato: "Non c'é nulla da temere; loro non hanno più una Marina, abbiamo affondato tutte le loro navi".
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