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Blocco delle navi a Hormuz: danno da 25 miliardi. Schizza il prezzo del petrolio

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Foto: Ansa

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Secondo la Lloyd's Market Association, nel Golfo Persico o nelle sue vicinanze si trovano circa 1.000 navi per un valore di 25 miliardi di dollari. In particolare, il commercio attraverso il Golfo Persico è stato notevolmente interrotto a causa della guerra in Iran, soprattutto dopo che l'Iran ha dichiarato di voler bloccare lo Stretto di Hormuz e ha minacciato di bruciare qualsiasi nave che avesse tentato di attraversarlo. Secondo quanto affermato da Sheila Cameron, ceo della Lloyd's Market Association, riporta Sky News , nel Golfo e nelle acque limitrofe si trovano circa 1.000 imbarcazioni, metà delle quali sono petroliere o gasiere, con un valore stimato del carico di oltre 25 miliardi di dollari. Almeno 40 imbarcazioni hanno attraversato lo Stretto di Hormuz da domenica, ha aggiunto. Si tratta di un calo notevole rispetto alle 116 imbarcazioni segnalate sabato quando sono stati lanciati i primi attacchi israelo-americani contro l'Iran.

Per questo si è registrato un balzo dei prezzi del petrolio che proseguono cosi' il rialzo dovuto all'escalation del conflitto tra Stati Uniti, Israele e Iran che ha interrotto le forniture e le spedizioni, spingendo alcuni dei principali produttori mediorientali a ridurre la produzione. Il greggio Brent corre del 4% a 84,66 dollari al barile mentre il WTI mette a segno il +6% a 79,51 dollari al barile, raggiungendo il livello più alto dal 21 gennaio 2025, primo giorno di mandato di Donald Trump come 47esimo presidente degli Stati Uniti. Le forniture di petrolio greggio dall'Iraq e dal Kuwait potrebbero iniziare a interrompersi entro pochi giorni se lo Stretto di Hormuz rimarrà chiuso, con una potenziale riduzione di 3,3 milioni di barili al giorno. Per gli analisti, se questa situazione persisterà nella prossima settimana, anche il riavvio della produzione e il ripristino delle spedizioni una volta riaperto lo Stretto richiederanno tempo per tornare alla normalità".

Chiusura in deciso calo per le Borse europee nel sesto giorno di conflitto in Medio Oriente. Gli investitori temono una ripresa dell'inflazione in Europa, dove i paesi importano grandi quantita' di idrocarburi, e incombe lo spettro dell'ondata inflazionistica innescata dalla guerra in Ucraina nel 2022. Anche Wall Street procede in territorio negativo. A Londra l'indice Ftse 100 cede l'1,46% a 10.412,89 punti, a Francoforte il Dax l'1,57% a 23.835,81 punti e a Parigi il Cac40 scivola dell'1,49% a 8.045,80 punti. A Piazza Affari l'indice Ftse Mib segna -1,61% a 44.608,55 punti.

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