Usa, la Corte Suprema boccia e annulla i dazi globali di Trump
La Corte Suprema deli Stati Uniti ha stabilito che il presidente Donald Trump ha violato la legge federale quando ha imposto unilateralmente dazi ai partner commerciali degli Usa in tutto il mondo. La sentenza è stata votata con sei voti a favore e sei contrari. I giudici hanno stabilito che il presidente non aveva l'autorità, ai sensi di una legge sui poteri economici di emergenza del 1977 (la International Emergency Economic Powers Act, 91 Stat. 1626), di imporre una vasta gamma di dazi sulle importazioni di beni provenienti da quasi tutti i partner commerciali del Paese. Si prevede che la decisione avrà ampie ripercussioni sul commercio globale, sui consumatori, sulle aziende, sull'inflazione e sui consumatori.
Tre giudici conservatori si sono uniti ai tre giudici 'liberal'. La bocciatura dei dazi è stata votata dalle giudici di area progressista Sonia Sotomayor, Elena Kagan e Ketanji Brown Jackson; con loro hanno votato i giudici conservatori Amy Coney Barret. Neil Gorsuch e il chief justice John Roberts. Hanno dissentito gli altri tre giudici conservatori: Clarence Thoms, Samuel Akito e Brett Kavanaugh. Secondo i giudici, i dazi non sono prerogativa della presidenza, secondo la Costituzione, ma dell'autorità nazionale preposta. "Il presidente rivendica il potere straordinario di imporre unilateralmente dazi di importo, durata e portata illimitati", ha scritto il presidente della Corte Suprema John Roberts, che ha redatto la sentenza. "Alla luce dell'ampiezza, della storia e del contesto costituzionale di tale autorità, egli deve identificare una chiara autorizzazione del Congresso per esercitarla", ha proseguito.
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