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Groenlandia, Trump insiste: "La compro". La premier danese: "Non faccio compromessi"

Foto: Lapresse 

Angela Bruni
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Donald Trump la vuole ancora la Groenlandia. Ma la pressione degli Stati Uniti viene giudicata  "totalmente inaccettabile" dal primo ministro danese Mette Frederiksen che alla Conferenza sulla sicurezza di Monaco si è detta disposta a collaborare con Washington ma "ci sono, ovviamente, cose su cui non si può scendere a compromessi". E la Groenlandia, territorio d'Oltremare di Copenaghen, è una di queste. "Purtroppo il desiderio del presidente Trump è lo stesso", conferma la premier. "Stiamo parlando anche di minacce, ma come dici spesso Jens-Frederik, la popolazione della Groenlandia non è mai stata minacciata da nessuno prima, quindi questa pressione è inaccettabile". Gli Stati Uniti, dopo aver abbandonato l'ipotesi di conquistare con le armi la colonia danese, stanno facendo pressing per acquistarla. A qualsiasi prezzo. Perché la ritengono strategica, dal punto di vista militare, per la sicurezza stessa degli Usa, vista la vicinanza all'Artico. C'è poi il sottosuolo dell'isola, ricco di minerali indispensabili per le industrie hi-tech e per la produzione di armi. Niente da fare. La Groenlandia non è in vendita. Frederiksen lascia comunque uno spiraglio aperto: "Ci sono altri punti che possono essere discussi, tra cui una revisione dell'accordo di difesa del 1951 con gli Stati Uniti che offre un modo molto semplice per Washington di avere un'impronta più forte in Groenlandia". "Non pensiamo che sia finita. Ora abbiamo un gruppo di lavoro, cercheremo di trovare una soluzione e faremo tutto il possibile, ma ovviamente ci sono limiti che non verranno superati", sottolinea la battagliera premier.

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