Gaza, l'accusa del dottor Neil Stone: “Ho lasciato MSF. Arruola terroristi e tace sui colleghi iraniani”
Dal 1° gennaio oltre 30 Ong, tra cui Medici Senza Frontiere, non possono più operare a Gaza: grande scandalo fra i media mainstream. Israele ha ripetutamente chiesto loro di fornire elenchi dettagliati dei propri dipendenti per escludere legami con Hamas, infatti ci sono fondati motivi per ritenere che i terroristi siano ben infiltrati in esse e da esse protetti, ma le Ong si sono sempre rifiutate di fornirli. Tanti esempi, uno tra tutti proprio di MSF è Fadi Jahad Muhammad Alwadiya, col doppio lavoro di medico e terrorista assassino, eliminato dall’Idf il 25 giugno 2024. Il provvedimento è del ministero degli Affari della Diaspora e del Contrasto all'Antisemitismo, e concerne il mancato rispetto dei requisiti, entrati in vigore a marzo 2025, di registrazione per i dipendenti delle organizzazioni e le mancate documentazioni sui finanziamenti ricevuti e sulle loro operazioni; con essi le autorità di Gerusalemme mirano a verificare se esistano legami tra le Ong e i vari gruppi terroristici, compresa quelli jihadisti. Ciò non solo per impedire ai nazi-terroristi di nascondersi dentro organizzazioni umanitarie, ma anche per escludere organizzazioni che abbiano promosso boicottaggi contro Israele, negato l'attacco del 7 ottobre o espresso sostegno ai procedimenti giudiziari internazionali ingiustificati contro soldati o leader israeliani. Ma le Ong hanno sempre contrastato queste indagini. Perciò la loro espulsione.
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Alle proteste permalose e risentite di MSF si contrappone una realtà affatto diversa, acclarata anche dalle dichiarazioni odierne del dottor Neil Stone. Medico britannico specialista in malattie infettive all’University College Hospital & Hospital for Tropical Diseases di Londra, Stone fu il primo al mondo a usare il termine Covid, quindi non proprio uno sconosciuto ma uno stimato scienziato internazionale. Dopo anni di militanza con MSF ha abbandonato l’Ong affermando che «MSF ha impiegato membri di Hamas a Gaza, si è rifiutato di correggere le informazioni false pubblicate dalla stessa Ong durante il conflitto, e ha preso finanziamenti dalla band irlandese Kneecap che sostiene apertamente Hamas e Hezbollah. La goccia che fa traboccare il vaso è stato il silenzio assordante di MSF sugli assassinii del regime iraniano compiuti addirittura negli ospedali».
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Lo smascheramento dell’ipocrisia di Medici Senza Frontiere da parte del Dr. Stone pare dunque confortare le dichiarazioni israeliane. Quindi nella Striscia adesso la popolazione è lasciata priva di assistenza sanitaria e umanitaria come strillato dai vari media primo fra tutti Famiglia Cristiana? Assolutamente no. Il ministro Amichai Chikli spiega che «l'assistenza umanitaria è benvenuta, ma non lo sfruttamento di strutture umanitarie per finalità terroristiche». Il Cogat, Coordinamento delle Attività Governative nei Territori, chiarisce che le organizzazioni colpite dal divieto sono l'1% delle operanti a Gaza e che i servizi continuano coi canali approvati dal governo. Ricordiamo che è solo grazie a Israele che ogni giorno a Gaza arrivano aiuti: la Mezzaluna Rossa egiziana, Erc, il 3 febbraio ha inviato il suo 130° convoglio, per oltre 7.350 tonnellate, e secondo l’Ocha dell’Onu nei mesi scorsi sono entrati a Gaza, protetti solo dall’Idf, vari milioni di tonnellate di aiuti. Israele ha poi costruito l’acquedotto che porta acqua dall’Egitto ad al-Mawasi a sud di Gaza per 600.000 residenti. Medici Senza Frontiere non è indispensabile.
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