Hamas verso nuove elezioni: la leadership si riorganizza dopo la guerra. Chi può guidare i terroristi
Hamas si prepara a indire elezioni interne per ricostruire la propria leadership dopo l’uccisione di diverse figure di spicco del gruppo da parte di Israele durante la guerra a Gaza. Lo hanno riferito fonti del movimento. “I preparativi interni sono ancora in corso per tenere le elezioni al momento opportuno, in aree dove le condizioni sul campo lo consentano”, ha dichiarato un leader di Hamas all’Afp. Si prevede che le elezioni si svolgano “nei primi mesi del 2026”. Gran parte dei vertici del gruppo è stata decimata durante la guerra, scatenata dall’attacco senza precedenti di Hamas contro Israele nell’ottobre 2023. La guerra ha devastato anche la Striscia di Gaza, lasciando i suoi oltre due milioni di residenti in condizioni umanitarie disastrose.
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Il processo di rinnovamento della leadership include la formazione di un nuovo Consiglio della Shura composto da 50 membri, un organo consultivo dominato da personalità religiose. I suoi membri vengono selezionati ogni quattro anni dalle tre branche di Hamas: la Striscia di Gaza, la Cisgiordania occupata e la leadership esterna del movimento. Anche i prigionieri di Hamas nelle carceri israeliane hanno diritto di voto. Il Consiglio della Shura è responsabile dell’elezione dell’ufficio politico, composto da 18 membri, e del suo capo, che funge da leader generale di Hamas. Dopo l’uccisione di Ismail Haniyeh e, successivamente, di Yahya Sinwar, il gruppo ha scelto di affidarsi a un comitato direttivo a interim con sede in Qatar, rinviando la nomina di un leader unico.
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Secondo alcune fonti, due figure emergono come favorite per la guida dell’ufficio politico: Khalil al-Hayya e Khaled Meshaal. Hayya, capo negoziatore di Hamas nei colloqui per il cessate il fuoco, gode del sostegno sia del Consiglio della Shura sia dell’ala militare del movimento. Meshaal, che ha già guidato l’ufficio politico in passato, dirige attualmente l’ufficio per la diaspora. Altri potenziali candidati includono Zaher Jabarin e Nizar Awadallah, in un quadro che resta fluido a causa delle condizioni di sicurezza e della pressione militare israeliana.
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