
Gaza, la tregua tiene. Hamas: "Sabato libereremo quattro donne ostaggio"

L'accordo di tregua tra Israele e Hamas, seppur fragile, sembra tenere. L'organizzazione politica palestinese islamista libererà sabato quattro donne tenute in ostaggio dal 7 ottobre del 2023 nella Striscia di Gaza. Lo ha dichiarato un alto funzionario. Secondo quanto stabilito dalle parti, per ogni ostaggio israeliano, trenta detenuti palestinesi verranno scarcerati dalle prigioni di Israele. Se l’ostaggio rilasciato sarò un militare, il numero dei detenuti palestinesi scarcerati salirà a cinquanta. L'insediamento di Donald Trump (che ieri ha giurato in qualità di 47esimo presidente degli Stati Uniti), intanto, fa ben sperare. "Siamo pronti a dialogare con l’America e a raggiungere intese su tutto", ha detto al New York Times Mousa Abu Marzouk, leader di Hamas residente in Qatar. "Se non fosse stato per il presidente Trump, per la sua insistenza nel porre fine alla guerra e per l’invio di un rappresentante decisivo, l’accordo non si sarebbe mai concretizzato", ha aggiunto.

Tregua iniziata, liberate tre giovani in ostaggio dal 7 ottobre
I miliziani yemeniti Houthi hanno invece informato le compagnie di navigazione che, dall’entrata in vigore del cessate il fuoco a Gaza - domenica 19 gennaio -, colpiranno soltanto le navi israeliane in transito nel Mar Rosso. Lo riporta il quotidiano di proprietà saudita "Asharq al Awsat". Il Centro di coordinamento delle operazioni umanitarie, che è affiliato ai ribelli, ha affermato che gli attacchi alle navi commerciali nel Mar Rosso saranno limitati solo alle navi legate a Israele dopo l’entrata in vigore del cessate il fuoco nella Striscia di Gaza. L’organismo ha minacciato di colpire anche navi legate agli Stati Uniti, al Regno Unito e a Israele se questi Paesi attaccheranno i loro obiettivi nello Yemen.
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