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Putin giura per il quinto mandato, il messaggio all'Occidente: "Dialogo se..."

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"Insieme vinceremo": si è concluso così il discorso pronunciato dal presidente russo Vladimir Putin dopo la cerimonia di giuramento, la quinta da capo dello Stato e la prima dall’inasprirsi del conflitto in Ucraina nel 2022. Il testo delle sue dichiarazioni è stato rilanciato dai media di Mosca. "Al termine del discorso", riferisce l’agenzia di stampa Novosti, "c’è stato uno spettacolo pirotecnico sulle note della canzone patriottica ’Gloria'". Putin ha giurato nel Gran palazzo del Cremlino, la residenza ufficiale del presidente russo, a Mosca. La cerimonia si è svolta nel Salone di Sant’Andrea, rivestito in seta azzurra e ricco di ori, riferimento all’Ordine di Sant’Andrea, la più alta onorificenza imperiale, istituita dallo zar Pietro il Grande nel 1698. Tuttavia la "grande maggioranza" degli ambasciatori degli Stati membri dell’Ue in Russia non ha partecipato alla cerimonia di insediamento "incluso l’ambasciatore dell’Ue", fa notare il portavoce per gli Affari Esteri dell’Ue Peter Stano. 

 

Putin nel suo discorso ha affermato che è "un periodo difficile" quello che sta attraversando la Russia, ma "insieme lo attraverseremo con dignità e diventeremo ancora più forti (...). Supereremo tutti gli ostacoli e daremo vita a tutti i nostri progetti", ha aggiunto Putin, affermando che "guardiamo avanti con fiducia, pianifichiamo il nostro futuro, stiamo già realizzando nuovi progetti per renderci ancora più dinamici, ancora più potenti". Il capo del Cremlini si è poi detto favorevole a "un dialogo con gli Stati occidentali", ma che sia "alla pari (...). Noi non rifiutiamo il dialogo con gli Stati occidentali", anzi "siamo stati e saremo aperti a rafforzare buone relazioni con tutti i paesi che vedono nella Russia un partner affidabile e onesto'" ha affermato. Per quanto riguarda i paesi occidentali "la scelta è loro" e "un dialogo, anche su questioni di sicurezza e stabilità strategica, è possibile". Ma a condizione che questo dialogo non sia condotto "da una posizione di forza", ma "senza alcuna arroganza, presunzione ed esclusività personale, ma solo ad armi pari, nel rispetto degli interessi reciproci". Putin ha invece parlato di dialogo non possibile se i Paesi occidentali "intendono continuare a cercare di frenare lo sviluppo della Russia, continuare la politica di aggressione".

 

Intanto il consigliere per la politica estera, Yusi Ushakov, ha fatto sapere che sarà in Cina la prima visita all’estero di Putin dopo il suo insediamento per un quinto mandato, in seguito si recherà in Turchia.

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