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Attentato a Mosca, cosa sappiamo: il blitz, la pista islamista, il silenzio di Putin

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L’orrore arriva nel cuore della Russia. Sono morte 82 persone e ci sono almeno 116 feriti (una sessantina in condizioni gravissime) nell’attentato terroristico in una sala concerti, la Crocus City Hall, alla periferia di Mosca. L’attentato è stato seguito da un vasto incendio e i morti potrebbero aumentare. È il peggior attacco terroristico in Russia degli ultimi 20 anni. Le forze dell’ordine ancora cercano i terroristi e intanto analizzano prove materiali, le armi e le munizioni abbandonate sul posto, ma anche le registrazioni delle telecamere di videosorveglianza, messe sono sotto sequestro.

 Le forze dell’ordine hanno arrestato due sospetti. Nell’auto fermata sono stati trovati una pistola, un caricatore per un fucile d’assalto AKM e passaporti di cittadini tagiki. Lo ha reso noto il capo della Commissione per la politica dell’informazione della Duma di Stato, Alexander Khinshtein. Lo riferisce l’agenzia Tass. «Secondo le prime informazioni, la Renault, su cui si muovevano i sospetti, è stata trovata di notte vicino al villaggio di Khatsun, nel distretto di Karachi, nella regione di Bryansk. L’auto non si è fermata su richiesta delle forze dell’ordine e ha cercato di scappare», ha scritto sul canale Telegram. Khinshtein ha aggiunto che durante l’inseguimento è stata aperta la sparatoria, l’auto si è ribaltata. «Un terrorista è stato arrestato sul posto, gli altri sono fuggiti nella foresta. Dopo la perquisizione, alle 03:50 circa, un secondo sospetto è stato trovato e arrestato. Proseguono le ricerche degli altri». 

 

Almeno quattro uomini, indosso tute mimetiche e armati fino ai denti, hanno fatto irruzione nella sala dove si sarebbe dovuta esibire una band chiamata Picnic. L’attacco è iniziato contemporaneamente nell’auditorium e nel foyer, dove le persone erano ancora in coda per entrare nella sala. I video hanno registrato immagini agghiaccianti, uomini che sparano a distanza ravvicinata, anche i corpi che giacciono a terra. Il concerto aveva registrato il tutto esaurito e si calcola che ci fossero oltre 6mila persone all’interno del locale quando sono scoppiate le fiamme che hanno poi fatto crollare il tetto dell’edificio. I vigili del fuoco hanno impiegato ore a domare l’incendio nel locale dove si trova anche un centro commerciale ed è situato appena fuori Mosca, nella città di Krasnogorsk. La struttura è molto nota ed è la stessa in cui nel 2013 si svolse il concorso di miss Universo voluto da Donald Trump.

 

Dmitry Medvedev, l’ex presidente russo che ora è vice capo del Consiglio di sicurezza nazionale, ha lasciato intendere che dietro l’attacco ci sia l’Ucraina - il Paese che la Russia ha invaso due anni fa- e ha giurato vendetta. Kiev ha negato ogni responsabilità ma intanto l’attentato è stato rivendicato dall’Isis, rivendicazione giudicata credibile dagli Usa. Proprio l’amministrazione Biden fa sapere che aveva avvertito i russi del rischio imminente di un attentato: ha ricordato il «dovere di avvertire» e fornire le informazioni di intelligence quando drammatiche. Tra l’altro nei giorni scorsi il Dipartimento di Stato aveva anche diramato un allerta ai suoi concittadini in Russia invitandoli a evitare i luoghi pubblici, «comprese le sale concerto». Fonti Usa confermano la pista del terrorismo islamico, affermano la Cbs e l’inglese Bbc citando fonti di intelligence che confermano la presenza di un «flusso costante di informazioni», risalenti a novembre, sull’intenzione dell’Isis di colpire in Russia. Alcune informazioni molto specifiche sono state poi trasmesse anche al governo russo, nonostante i gelidi rapporti tra Washington e Mosca. ìTra i 62 feriti, una sessantina sono in condizioni critiche e tra essi anche alcuni bambini. E sui canali russi di Telegram, circola un numero di morti, non verificato, decisamente superiore a quello ammesso dalle autorità.

 

Sergey Sobyanin, sindaco di Mosca, ha cancellato gli eventi che avrebbero dovuto svolgersi questo fine settimana nella capitale russa, che nelle strade è costellata di cartelloni sui cui c’è scritto ’Siamo in lutto'. Il Paese è sotto shock e ricorda gli attentati degli islamisti ceceni: quello in un teatro a Mosca, nel 2002, che causò oltre 170 morti; e dopo la repressione delle insurrezioni islamiste da parte di Mosca in Cecenia e nel Daghestan, l’attentato kamikaze del 2017 nella metropolitana di San Pietroburgo in cui morirono 15 persone. Vladimir Putin finora non parlato ma è stato tenuto aggiornato sugli eventi minuto per minuto.

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