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Medioriente: Nasrallah attacca Israele, uccisione Al-Arouri è palese aggressione

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Il giorno dopo l'uccisione a Beirut del numero due dell'ufficio politico di Hamas, Saleh Al-Arouri, continua a salire la tensione in Medioriente. L'Egitto decide di congelare la sua partecipazione alla mediazione tra Israele e le fazioni palestinesi mentre in Cisgiordania, regione della quale Al-Arouri era originiario, si registrano scioperi e proteste. Ma gli occhi di tutti erano puntati sul discorso del leader di Hezbollah, Hassan Nasrallah. Il numero uno del 'partito di Dio' libanese ha detto che quanto accaduto ieri a Beirut è una "palese aggressione israeliana", anche se lo Stato ebraico non ha mai rivendicato la paternità dell'azione, e "un crimine che non resterà impunito".

 

 

Nasrallah ha attaccato frontalmente Israele sottolineando come abbia "completamente fallito" nella sua offensiva e la sua immagine nel mondo sia "crollata", mentre quella della resistenza palestinese è "aumentata" con Hamas che "gode del più alto livello di sostegno della sua storia". Quanto ai fatti accaduti il 7 ottobre Nasrallah ha ribadito di non esserne stato a conoscenza in anticipo, perché le organizzazioni "operano indipendentemente le une dalle altre, in base ai propri interessi e a quelli della propria popolazione". Questo, tuttavia, non significa che gli sciiti libanesi ne abbiano "preso le distanze". Nasrallah ha poi messo in guardia Israele in merito a eventuali operazioni su larga scala in Libano. "La nostra resistenza è più preparata che mai - ha affermato - se pensano di fare una guerra contro il Libano se ne pentiranno. La nostra battaglia sarà senza confini e senza regole. Non abbiamo paura della guerra".

 

 

L'esercito israeliano ha risposto dicendo di essere "pronto" anche sul fronte Nord ma la priorità resta "la lotta contro Hamas" nella Striscia di Gaza, dove secondo le autorità locali il bilancio delle vittime è salito a 22.300. Non si placa la tensione nemmeno nel Mar Rosso dove i ribelli yemeniti Houthi hanno annunciato di aver attaccato un'altra nave mercantile diretta verso i porti israeliani. La coalizione internazionale 'anti-Houthi' guidata dagli Stati Uniti e di cui fa parte anche l'Italia ha risposto chiedendo "la fine immediata degli attacchi illegali" avvertendo i ribelli yemeniti che, in caso contrario, dovranno "assumersi le responsabilità delle conseguenze qualora dovessero continuare a minacciare vite umane, l'economia globale e il libero flusso del commercio nelle vie navigabili critiche della regione".

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