Si fa sempre più alta la tensione nel nord del Kosovo. Decine di serbi si sono scontrati con i militari di Kfor, la forza di pace della Nato, mentre cercavano di prendere il controllo degli uffici di uno dei comuni in cui i sindaci di etnia albanese si sono insediati la scorsa settimana, con l’aiuto delle autorità. Gli incidenti sono avvenuti a Zvecan, 45 chilometri a nord di Pristina, con i serbi che si sono scontrati con la polizia kosovara. Poi i soldati della Kfor hanno chiesto ai manifestanti di liberare la strada a due veicoli delle forze speciali di polizia kosovare. Dinanzi al loro rifiuto, i militari hanno usato gas lacrimogeni e granate stordenti per proteggere gli ufficiali kosovari nei veicoli e disperdere i manifestanti, secondo i media locali. I serbi hanno risposto lanciando pietre e dando alle fiamme un’auto.
Guerra, l’Ucraina può riprendere subito Bakhmut? Cosa succede alle truppe russeLa situazione coinvolge da vicino pure l’Italia. «Voglio esprimere solidarietà ai militari della missione Kfor rimasti feriti in Kosovo durante gli scontri tra manifestanti serbi e polizia kosovara. Tra di loro 11 italiani di cui 3 in condizioni serie ma non in pericolo di vita», le parole del vicepresidente del Consiglio e ministro degli Esteri Antonio Tajani in un tweet. «I militari italiani continuano ad impegnarsi per la pace», ha spiegato Tajani sugli scontri tra la popolazione di etnia serba e le truppe di pace Kfor guidate dalla Nato. In serata è stato reso noto che sono 14 i militari italiani feriti.
Kosovo, si muove pure la Nato: presenza incrementata nel nord