Droni sul Cremlino: ipotesi “false flag”. Nelle ultime ore hanno fatto il giro del mondo le immagini che riprendono i droni ucraini esplodere sopra il palazzo presidenziale di Vladimir Putin, incendiandone una parte della cupola. Mosca ha accusato Stati Uniti e Ucraina, con Kiev che ha fatto sapere di essere estranea ai fatti. Gli analisti sono al lavoro anche sull’ipotesi false flag: la Russia ha inscenato un falso attacco per accusare i nemici e l’occidente?
Attentato al Cremlino, “perché la teoria del false flag è un’esagerazione”Questa è la domanda al centro del programma d’attualità targato Rai3 “Agorà” condotto dalla giornalista Monica Giandotti. Ospite del talk show il Generale Paolo Capitini che dice la sua sull’accaduto facendo un’ipotesi: “al momento non abbiamo certezze ma potrebbe trattarsi di false flag, ovvero fare un’azione dandone la responsabilità a qualcun altro, spesso in guerra succede”. Capitini entra nel particolare ma rimane cautamente sul piano delle supposizioni: “la Russia potrebbe aver montato questa operazione, fornendo le false prove e attribuendo la colpa all’Ucraina”.
Omnibus, “attacco diretto”. Da Fabbri tutta la verità sui droni al CremlinoIl Cremlino potenzialmente potrebbe aver agito per scombinare il piano ucraino di una controffensiva che sembra imminente, questo spiegherebbe il perché i russi hanno intensificato i bombardamenti sul territorio ostile. “Quelle di false flag sono operazioni complementari a operazioni militari di più grande portata come in questo caso potrebbe trattarsi della probabile controffensiva ucraina”. Il Generale Capitini conclude il suo intervento: “l’operazione di false flag e l’incremento di azioni d’artiglieria fanno pensare che la controffensiva è vicina e la Russia la teme molto”. Questa possibile messinscena voluta da Putin potrebbe dimostrare che la Russia adesso ha paura e sta facendo di tutto per cercare di sventare l’operazione di contrattacco delle truppe di Zelensky.
