Ad ogni mossa di una parte corrisponde sempre una contromossa dell’altra, come in una partita a scacchi. Il ministro della Difesa russo Serghei Shoigu, secondo quanto riporta l’agenzia Tass, ha dichiarato che i missili Iskander sono stati trasferiti dalla Russia alla Bielorussia. Questi sistemi bellici sono capaci di trasportare testate convenzionali e nucleari tattiche. Ciò è successo a margine dell’entrata della Finlandia nell’alleanza Nato, che ha scatenato la reazione di Mosca. La replica dell’Europa è giunta direttamente da Josep Borrell, l’Alto rappresentante Ue per la politica estera, che ha espresso il suo disappunto durante il Consiglio Energia Ue-Usa di Bruxelles.
Nato, la Finlandia entra ufficialmente. Reazione di Putin: “Rafforzamento militare”“È passato più di un anno da quando Putin ha iniziato a distruggere l'Ucraina e sembra determinato a continuare con il suo brutale spargimento di sangue e distruzione”. Poi l’attacco diretto alla tattica condotta dal regime di Vladimir Putin: “Sta intensificando ulteriormente il conflitto, nonostante sinora non abbia ottenuto nulla. La sua ultima scommessa nucleare, con armi nucleari trasferite in Bielorussia, costituisce una nuova escalation e rappresenta una minaccia diretta alla sicurezza europea”.
Il segretario generale della Nato Jens Stoltenberg invece ha provato a smascherare la manovra del Cremlino, etichettando la minaccia nucleare di Putin come mera “retorica”. Una retorica che però, “anche prima dell’invasione in Ucraina”, resta “pericolosa e avventata”. Al suo arrivo alla ministeriale Esteri nel Quartier generale dell'Alleanza atlantica, Stoltenberg ha voluto sedare le ansie collettive su una possibile svolta nucleare della guerra in Ucraina: “Naturalmente, monitoriamo da vicino ciò che fa la Russia. E finora non abbiamo visto cambiamenti nella loro posizione nucleare che richiedano cambiamenti nella nostra posizione. Ma rimaniamo vigili”.
Russia, “condizioni di salute critiche”. Voci incontrollate su Kadyrov, si prepara la successione