Sono quasi 10.000 i soldati russi che si sono arresi all’esercito ucraino attraverso la hotline «Voglio vivere». A scriverlo è il Kyiv Independent che cita il quartier generale di coordinamento ucraino per il trattamento dei prigionieri di guerra. L’operazione è stata lanciata nel settembre 2022 dalla Direzione principale dell’intelligence ucraina, e la hotline, attiva 24 ore su 24, «consente ai russi di consegnare volontariamente se stessi o le loro unità all’esercito ucraino. Il personale militare russo è tenuto in conformità con le Convenzioni di Ginevra».
Oltre alla hotline, scrive il giornale, ci sono anche un chatbot e un sito web in russo gestito dal Ministero della Difesa ucraino con informazioni sul programma. Secondo il rapporto, «14 milioni di persone hanno visitato il sito web da quando è stato lanciato». La maggior parte di loro sono famiglie di soldati tornati in Russia, nonostante il governo russo abbia bloccato il sito web a metà ottobre. Nel dicembre 2022, il rappresentante della direzione dell’intelligence del ministero della Difesa, Andriy Yusov, ha dichiarato che «la hotline aveva ricevuto un totale di 1,7 milioni di chiamate, con oltre 100 persone che chiamavano al giorno».
