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Gran Bretagna, salta il taglio delle tasse ai ricchi: Truss umiliata fa retromarcia

Già “piano per la crescita” del governo britannico guidato da Liz Truss aveva scatenato il caos sui mercati portando a un crollo del partito conservatore nei sondaggi. Secondo l’ultima rilevazione di YouGov, il partito laburista all’opposizione aveva qualche giorno fa un distacco senza precedenti di 33 punti. Il 54% degli interpellati avrebbe votato Labour e solo il 21% avrebbe optato per i Tory. Dopo giorni di sterlina in calo, titoli di Stato sotto pressione e tassi d’interesse in aumento, l’86% degli interpellati aveva affermato che il Governo avesse ormai perso il controllo dell’economia.

Così oggi, dopo aver difeso il suo piano fiscale - deflagrato come una bomba mercati - la rivolta interna nel partito conservatore ha spinto la prima ministra britannica a un umiliante marcia indietro fino all'annuncio che prevede la cancellazione della proposta di rimuovere l'aliquota del 45% per i redditi oltre 150 mila sterline. 

"Abbiamo capito e ascoltato" ha scritto su Twitter la premier Truss riprendendo le parole del ministro del Tesoro, Kwasi Kwarteng, che ha annunciato il clamoroso dietrofront sul provvedimento. Secondo Truss la misura "era diventata una distrazione dalla nostra missione di far muovere la Gran Bretagna". "Il nostro obiettivo ora è costruire un'economia ad alta crescita che finanzi servizi pubblici di livello mondiale, aumenti i salari e crei opportunità in tutto il paese", ha spiegato.

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