fuori controllo

“Usa sull’orlo dell’abisso”. Donald Trump show: la salvezza è il mio ritorno al potere

Sono la legge e l’ordine le parole d’ordine del discorso che l’ex presidente degli Stati Uniti, Donald Trump, ha pronunciato alla Conservative Political Action Conference di Dallas, uno dei più importanti appuntamenti politici per la destra americana e internazionale. Trump ha puntato il dito sulle amministrazioni democratiche, che avrebbero reso le città che governano luoghi fuori controllo e preda del crimine, descrivendo un’America «sull’orlo dell’abisso» che può essere salvato solo da un ritorno del ’Gop’ al potere. «Criminali selvaggi vengono liberati con cauzioni senza contanti perché continuino i loro violenti massacri contro gli Stati Uniti d’America», ha detto Trump, «intere comunità stanno venendo fatte a pezzi da accoltellamenti, sparatorie, strangolamenti, stupri e omicidi». «Le strade delle nostre città a guida democratica sono zuppe del sangue di vittime innocenti», ha proseguito l’imprenditore, «battaglie a colpi di arma da fuoco infuriano tra bande di strada assetate di sangue, proiettili colpiscono a caso la folla uccidendo meravigliosi, splendidi bambini piccoli che non hanno mai avuto una possibilità».

 

  

 

L’ex inquilino della Casa Bianca è quindi tornato a promettere di sigillare il confine con il Messico: «il Partito Repubblicano deve fare campagna con la chiara promessa, in caso di ritorno al potere, di combattere con tutto quello che ha per serrare il confine». «Mentre ci riuniamo questa notte, il nostro Paese sta venendo distrutto più dall’interno che dall’esterno», ha proseguito, «l’America è sull’orlo dell’abisso e il nostro movimento è l’unica forza sulla Terra che può salvarla». «La preghiera a scuola è vietata ma gli show delle drag queen sono consentiti», ha detto ancora Trump, «non si può insegnare la Bibbia ma si può insegnare ai bambini che l’America è malvagia e che gli uomini possono restare incinti. Se i burocrati federali continueranno a portare avanti questo radicalismo, dovremmo abolire il dipartimento dell’Educazione». Trump ha poi attaccato il capo della minoranza repubblicana al Senato, Mitch McConnell, accusandolo di non fare abbastanza per contrastare l’agenda del presidente Joe Biden. «McConnell è il politico più impopolare del Paese, è persino peggio di Nancy Pelosi», ha tuonato Trump, definendolo «un vecchio corvo a pezzi». Quanto alla presidente della Camera dei Rappresentanti, l’ex presidente ha ribadito le pesanti critiche alla sua decisione di visitare Taiwan. «Che stava facendo? Tutto quello che tocca si trasforma in... », ha detto Trump, lasciando intuire al pubblico con quale parola completare la frase. «Sono stato posto due volte in stato d’accusa. Lei ha fallito due volte. Questa donna porta caos. È esattamente quello che è successo», ha continuato l’ex presidente, «è esattamente quello che è accaduto. Quello che è accaduto in Cina, Taiwan, quello che sta succedendo... Ha fatto decisamente il loro gioco perché ora hanno la scusa per fare quello che faranno». 

 

 

Trump è quindi partito all’attacco di Joe Biden, la cui presidenza ha definito «un fallimento che lascia senza fiato», citando l’inflazione e l’aumento dei prezzi del carburante. «Ora gli Stati Uniti sono diventati un mendicante di energia. Stiamo chiedendo l’elemosina», ha affermato, accusando l’attuale amministrazione di «aver consentito alla Russia di devastare un Paese, l’Ucraina, uccidendo centinaia di migliaia di persone, e non farà che peggiorare». Secondo l’ex presidente, che non ha fatto menzione diretta di una sua ricandidatura, in vista delle elezioni di medio termine i Repubblicani devono lanciare una campagna «fieramente populista» e «liberarsi dalle catene del globalismo». «Quello che faremo nei prossimi mesi e nei prossimi anni stabilirà se l’America, la civiltà collasserà e perderà o se trionferà, prospererà come mai prima», ha concluso Trump, «questo non è il momento di stare con le mani in mano». Un sondaggio informale effettuato tra i partecipanti alla conferenza ha visto il 69% degli intervistati esprimersi a favore di una nuova corsa di Trump alle elezioni presidenziali, mentre solo il 24% ha affermato di preferire come candidato repubblicano Ron DeSantis, governatore della Florida. «È più popolare che mai», ha commentato alla Cnn Jim McLaughlin, uno dei sondaggisti che ha effettuato la rilevazione.