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Guerra in Ucraina, pioggia di fuoco su Azovstal. L'acciaieria è un inferno

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Nell’acciaieria Azovstal, a Mariupol, l’esercito russo e quello ucraino stanno combattendo ferocemente. Secondo i media ucraini i soldati di Mosca sarebbero riusciti a fare irruzione nell’impianto industriale, ultima roccaforte dei combattenti di Kiev nella città portuale, assediata da settimane. Il sindaco della città, Vadym Boychenko, ha riferito che le autorità ucraine hanno perso i contatti con i loro combattenti e non sanno se questi siano al sicuro o meno. Il ministro della Difesa russo Sergei Shoigu ha affermato che Mariupol è sotto il controllo dell’esercito di Mosca e che i combattenti ad Azovstal erano stati bloccati.

 

 

 

 

Secondo l’intelligence ucraina, Mosca starebbe preparando un evento solenne per celebrare la data del 9 maggio, in cui la Russia festeggia la vittoria sui nazisti durante la Seconda guerra mondiale, proprio a Mariupol. A conferma di questo, gli 007 di Kiev hanno notato che nella città portuale è arrivato il primo vice capo dell’amministrazione presidenziale della Russia, responsabile della politica interna, Sergey Kiriyenko. La data del 9 maggio, per il suo forte valore simbolico, era stata indicata da analisti e funzionari occidentali come un possibile punto di svolta nella guerra. Nelle scorse ore si è fatta largo l’ipotesi che il presidente russo Vladimir Putin avrebbe potuto dichiarare formalmente guerra a Kiev. Ma il Cremlino ha smentito la notizia. Non c’è «nessuna» possibilità di una dichiarazione di guerra della Russia all’Ucraina né di una mobilitazione generale il 9 maggio, ha detto il portavoce Dmitry Peskov, «questo è un nonsense». Sembra allontanarsi anche la possibilità di un allentamento del conflitto in questo giorno, come era stato precedentemente ipotizzato. «Non sono ottimista sul fatto che la fase calda della guerra finirà a maggio. Questo conflitto sarà lungo», ha detto il segretario del consiglio nazionale di sicurezza ucraino Oleksiy Danilov. I negoziati tra Mosca e Kiev restano in stallo. «Non c’è stato nessun progresso», ha detto Peskov. Da parte sua il presidente ucraino Volodymyr Zelensky ha chiarito che l’Ucraina non può accettare un accordo con Mosca che consenta alle truppe russe di rimanere nei territori occupati. In risposta all’attacco russo, l’Occidente ha continuato a stringere la morsa delle sanzioni attorno alla Russia. Londra ha annunciato nuove misure stabilendo che le imprese russe verranno tagliate fuori dai servizi finanziari, di consulenza di gestione e di pubbliche relazioni. Mentre il presidente Usa Joe Biden si è detto «sempre aperto» a introdurre nuove sanzioni, anticipando che si consulterà sul tema con i parter del G7 in settimana.

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