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Omnibus, “apprensioni incontrollabili”. Dario Fabbri e la paura per il riarmo mostruoso della Germania

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L’impressione è che l’Europa si prepari a tempi lunghi sulla guerra tra Ucraina e Russia. Il tema viene affrontato nella puntata dell’11 marzo di Omnibus, talk show mattutino di La7 condotto da Alessandra Sardoni, che ospita in collegamento Dario Fabbri, analista geopolitico e giornalista: “Sì, non c’è dubbio, anche se poi le cose cambiano molto velocemente. Gli scenari si modificano senza nemmeno troppo pudore o grande sorpresa. Se la questione ucraina si risolvesse con una sorta di compromesso, che non so quale potrebbe essere, ogni scenario favorirebbe la Russia, anche la Germania non avrebbe problemi a tornare quasi ad una normale amministrazione nei loro confronti. La questione tedesca è la questione per eccellenza. Dopo tutti i paesi direttamente nel conflitto la Germania è quello più stravolto dalla guerra. Sotto i nostri occhi si sta mostrando una sorta di cambiamento epocale da parte di Berlino, che solo tre settimane fa non aveva nessuna intenzione di inviare armi all’Ucraina. Poi con la guerra sono cambiate le cose”.

 

 

Ma c’è un aspetto ancora più rilevate: Fabbri pone la questione geopolitica del riarmo tedesco. “È passata come una notizia da poco, ma la Germania ha annunciato un riarmo mostruoso, che supererà il 2% del Pil nei prossimi anni - sottolinea il curatore di Scenari -. E il Pil della Germania non è il Pil di un piccolo paese o di un paese arretrato economicamente, quindi sono molti molti miliardi di euro. Oggi la questione tedesca, un po’ per ingenuità e un po’ per dolo, è stata accolta da tutti gli interlocutori occidentali con grande sollievo, ma nei prossimi anni genererà grandi apprensioni. La Germania si è dimostrata molto abile a mascherare Nord Stream 2 e a metterlo da parte in attesa di tempi migliori, ma un riarmo di questa grandezza provoca apprensioni incontrollabili e incontrollate in Europa, visto anche il passato. Nei prossimi mesi Macron rilancerà la questione delle mitologiche forze armate europee, a cui i tedeschi diranno di no, visto che i francesi vorranno farlo per imbracare la nuova potenza militare tedesca. Ma i tedeschi - chiosa Fabbri - non si faranno comandare da generali francesi. Questo genererà in Europa molte apprensioni. Diventerà la questione per eccellenza, è stato un cambiamento repentino e astuto, non potrà rimanere sotto traccia a lungo”.

 

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