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Sinistra fuori dalla realtà. E si stupiscono pure se poi arriva la batosta

Boris Johnson

Andrea Amata
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Boris Johnson ha sbaragliato gli avversari con una virilità elettorale dirompente, che ha consentito ai Conservatori di espugnare circoscrizioni che dal dopoguerra erano appannaggio dei Laburisti. A differenza di David Cameron, che si affidò nel 2016 al referendum sulla Brexit perché convinto che avrebbe prevalso il remain, Boris si è rimesso alla consultazione elettorale per dare continuità alla spinta del leave raccogliendone l'eredità emotiva al fine di incanalarla in un'azione di governo ubbidiente alla volontà popolare. BoJo con la sua chioma scarmigliata e il ciuffo fulvo e riuscito a sopraffare Jeremy Corby «il rosso», facendo sobbalzare i discepoli del politically correct. La sinistra ancora una volta dimostra di aver perso il rapporto con la realtà, conferma impotenza e passività nella relazione con le trasformazioni e si limita ad ostracizzare gli avversari dipingendoli come la reincarnazione dei dispotismi del passato. La sinistra ha goduto negli anni di una rendita politica ereditata dalla narrazione ideologica dei chierici interessati a mitizzare le forze progressiste come promotrici dei valori sociali. Da quando il popolo ha dismesso le lenti deformanti dell'ideologia ed è stato sottoposto agli effetti depauperanti della globalizzazione e della subordinazione dell'economia reale a quella finanziaria si è sentito defraudato da una sorta di criptocrazia, che ha prosperato negli ingranaggi opachi ed inaccessibili alla vigilanza democratica. La sinistra è apparsa connivente con un sistema avulso dal contatto con la quotidianità e subalterna al potere anonimo della finanza apolide tanto che il popolo ha rigettato l'egemonia simbolica che il progressismo esercitava sul sociale. In Gran Bretagna, come in Italia, i postcomunisti non accettano il responso delle urne e tentano di affrancarsi dai risultati elettorali mobilitando, loro sì, le paure sull'imminente rovescio democratico. Boris ha stravinto perché non si è proposto di manomettere il voto sulla Brexit, in Italia i sovranisti sono in crescita perché antepongono l'interesse nazionale a quello euroglobalista e si rifiutano di aderire all'ortodossia del mercatismo. La sintonia con il popolo vince sulla manipolazione della volontà popolare e non è sufficiente riattualizzare, in un esercizio sterile, i fantasmi del passato pensando che funzioni la suggestione per emergenze incorporee. Le accuse rivolte alle forze sovraniste in ascesa di speculare sulla paura provengono da chi ha causato le ragioni della paura. Questa è la contraddizione da cui la sinistra non riesce a liberarsi e ammonisce i populismi di agitare le inquietudini, provando ad esorcizzarle eccitando un simmetrico panico ideologico con la minaccia di un fascismo inattuale. Se l'establishment continua con supponenza a millantare una supremazia antropologica sul popolo, riducendo il suffragio a strepito di pancia e scomunicando l'opzione populista come borbottio del ventre della società, l'avanzata sovranista è destinata ad accrescere la sua sintonia con il popolo. Non bastano più i postulati astratti per garantirsi un consenso acritico e l'Unione europea se rimane ancorata ad un modello di gestione autoreferenziale andrà incontro ad un processo implacabile di sgretolamento.

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