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Migranti, accordo a 28. Conte: "L'Italia non è più sola"

Prevista la possibilità di creare centri di accoglienza volontari in Paesi terzi

Carlo Antini
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"Da oggi l'Italia non è più sola". Fuori si vedono già le luci dell'alba quando il presidente del Consiglio Giuseppe Conte, stanco ma sorridente, annuncia ai giornalisti, che seguono il vertice europeo a Bruxelles, che dalla lunghissima e altrettanto tesa riunione esce "un'Europa più responsabile e solidale". "E' passato il principio che il tema della gestione dei flussi migratori deve essere affrontato con un approccio più integrato, che riguardi la dimensione interna, quella esterna e il controllo delle frontiere - spiega Conte - Ed è affermato il principio che chi arriva in Italia arriva in Europa", così come che "tutte le navi che solcano il Mediterraneo devono rispettare le leggi, anche le Ong, e non devono interferire con le operazioni della guardia costiera libica". Sui salvataggi in mare "si prevedono azioni basate sulla condivisione, coordinate dagli stati membri". Nel documento viene prevista la possibilità di creare dei centri di accoglienza "per consentire lo sbarco e se necessario il transito dei migranti anche in Paesi terzi, sotto il coordinamento e la cooperazione dell'Alto commissariato dell'Onu per i rifugiati e l'Organizzazione per i migranti". In Europa si potranno creare "dei centri di accoglienza negli stati membri ma solo su base volontaria, con una gestione collettiva europea". Ma se ci saranno effettivamente in Italia "è una discussione che ci riserveremo a livello governativo, collegiale, direi che non siamo assolutamente invitati a farlo". Ancora, nel testo approvato è "finalmente affermato il principio del rifinanziamento del fondo fiduciario per l'Africa". Inoltre "avevamo chiesto che fossero intensificati i rapporti e gli accordi con i paesi da cui hanno origine i migranti e quelli di transito". All'articolo 12, quello conclusivo "si afferma chiaramente la necessità di riformare Dublino, alla luce dei salvataggi e dei soccorsi in mare". "Direi che nel complesso possiamo ritenerci soddisfatti", è il giudizio del premier italiano, protagonista della lunghissima giornata di lavori. L'Italia era arrivata al vertice con una posizione ben chiara: "Non accetteremo compromessi al ribasso", aveva assicurato Conte, minacciando il veto sulle conclusioni. Un primo effetto della prova di forza italiana lo si era visto nel pomeriggio di giovedì, quando era stata annullata la prevista conferenza stampa dei presidenti del Consiglio Ue Donald Tusk e della commissione Ue Jean-Claude Juncker sugli impegni della prima sessione di lavoro, dedicata a crescita, occupazione, innovazione, commercio e difesa. Tutto bloccato perché l'Italia aveva ribadito la volontà di non approvare nulla senza l'accordo sui migranti. La chiave che ha sbloccato l'impasse è stata l'asse con Macron per una proposta sui migranti cui i due leader hanno lavorato per cercare l'approvazione dei 28. Il documento, portato alla cena di lavoro dai due leader europei, ha trovato la condivisione di una decina di paesi, in testa Germania e Spagna, e la ferma opposizione del gruppo di Visengrad preoccupato dal rischio che il principio della "volontarietà" si trasformasse in un automatismo nella redistribuzione dei migranti. Da lì è partito uno stop & go in cui però non è mai mancata la volontà di cercare fino alla fine di trovare un accordo per evitare che saltassero gli obiettivi dell'intero consiglio, un paziente lavoro di limature, riscritture e mediazioni tra diplomazie, con almeno altre due bozze arrivate sul tavolo dei leader. La fumata bianca è arrivata alle 4.34 della notte, quando Tusk ha annunciato con un tweet tutti e 28 i leader avevano trovato l'accordo sulle conclusioni, incluso il punto sui migranti.

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