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L’appello di Erdogan: basta proteste

ANKARA Dopo sette giorni di proteste l’altra sera migliaia di sostenitori del premier si sono riuniti all'aeroporto di Istanbul in attesa del rientro del premier (che proveniva da un viaggio nel...

L’appello di Erdogan: basta proteste

Recep Tayyip Erdogan

ANKARA Dopo sette giorni di proteste l’altra sera migliaia di sostenitori del premier si sono riuniti all'aeroporto di Istanbul in attesa del rientro del premier (che proveniva da un viaggio nel Maghreb) sventolando bandiere turche «Moriremo per te, Erdogan». Il presidente ha chiesto la «fine immediata» delle proteste. «Invito - ha detto poi - alla fine immediata delle manifestazioni che hanno perso le loro credenziali democratiche e si sono trasformate in vandalismo. Siete rimasti calmi - ha aggiunto - avete mostrato maturità e senso comune. Ce ne andremo tutti da qui. Non siamo i tipi di persone che mettono a soqquadro le strade». Nei giorni scorsi il premier aveva sfidato l'opposizione avvertendo i suoi oppositori che per ogni 10 dimostranti a lui contrari, lui ne avrebbe portati in strada 100.

La dimostrazione, iniziata in difesa degli alberi del parco Gezi a Istanbul, si è trasformata in un ’ondata di proteste antigovernative che hanno causato 4 morti e centinaia di feriti. Ieri i sostenitori degli antigovernativi dopo aver raccolto sul web oltre 100 mila dollari ha comprato una pagina pubblicitaria del New York Times per spiegare la protesta in Turchia. titolandola «Che cosa sta accadendo in Turchia?» per proseguire «i turchi hanno detto: non vogliamo essere oppressi» perché Erdogan ha eroso la loro libertà.

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