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Washington, vertice sulle terre rare per riavvicinare Usa e Ue dopo la "lite" sulla Groenlandia

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Foto:  Ansa

Leonardo Ventura
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I ministri di Stati Uniti, Unione Europea, Regno Unito, Giappone, Australia e Nuova Zelanda si incontreranno a Washington questa settimana per discutere di un'alleanza strategica sulle terre rare. I minerali strategici per l'industria hi-tech. Il vertice è visto come un passo avanti per riparare i legami transatlantici incrinati dai contrasti su dazi e Groenlandia con il presidente Usa Donald Trump e aprire la strada ad altre alleanze per aiutare i paesi a ridurre i rischi derivanti dalla Cina, il più grande produttore di terre rare che ha però deciso di mettere in freno alle esportazioni in risposta ai dazi imposti dagli Usa.   L'Australia ha annunciato venerdì la creazione di una riserva strategica di minerali da 1,2 miliardi di dollari che ritiene vulnerabili alle interruzioni dell'approvvigionamento da parte di Pechino.

Si tratta del secondo vertice sull'argomento nell'arco di un mese e coinvolge 20 paesi, tra cui i membri del G7 (Italia, Regno Unito, Stati Uniti, Giappone, Francia, Germania e Canada) insieme a India, Corea del Sud, Messico, Australia, Nuova Zelanda. Un argomento di discussione sarà la richiesta agli Stati Uniti di garantire un prezzo minimo per i minerali essenziali e le terre rare. La notizia di questa settimana secondo cui Washington si sarebbe opposta all'ipotesi ha fatto crollare le azioni dell'Australia, che si è posizionata come alternativa alla Cina con la decisione di accumulare riserve di elementi come antimonio e gallio. Segue le orme del Giappone, che da anni accumula attivamente riserve per rafforzare la propria resilienza di fronte alla volontà di Pechino di interrompere le forniture.

L'incontro di Washington è stato convocato dal Segretario di Stato americano Marco Rubio poiché lui e gli altri paesi presenti sperano di potenziare le catene di approvvigionamento "non cinesi" il più rapidamente possibile con prezzi concorrenziali e sostegno agli investimenti. "Rafforzare le catene di approvvigionamento di minerali essenziali con i partner internazionali è vitale per l'economia statunitense, la sicurezza nazionale, la leadership tecnologica e un futuro energetico resiliente", ha affermato il Dipartimento di Stato americano in una dichiarazione pre-vertice.

L'amministrazione Trump ha convocato consultazioni multilaterali da ottobre, quando ha concordato una tregua commerciale di 12 mesi con la Cina, che aveva minacciato di bloccare l'export di terre rare nell'escalation della controversia sui dazi con gli Usa. Questo tipo di minerali sono diventati alcune delle materie prime essenziali per l'industria manifatturiera moderna, necessarie per produrre di tutto, dagli smartphone ai jet da combattimento, dalle turbine eoliche agli altoparlanti.  L'approvvigionamento europeo di magneti permanenti, ad esempio, proviene quasi interamente dall'Estremo Oriente. Secondo la Commissione europea i Paesi Ue utilizzano ogni anno 20 mila tonnellate di magneti permanenti, di cui 18 mila arrivano dalla Cina e solo mille dagli Stati aderenti all'Unione.

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