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Per recuperare l'Iva stangano i poveri

Che fregatura: il governo nato per impedire l’aumento di quella tassa invece la alzerà. Colpiti i generi alimentari (dal 4 all’8%) e i beni di largo consumo. Una rapina da 5 miliardi

Stangata sui poveracci per fare cassa

Il governo rosso-giallo era nato solo con un obiettivo: niente aumento dell’Iva. E su questo punto le divergenze politiche, le offese e gli insulti sono stati messi nel cassetto con nonchalance. Ora che chi ha preso il comando della nave del Tesoro e del governo ha iniziato a consultare le carte però inizia a maturare una certezza. L’Iva, con ragionevole probabilità sarà ritoccata, forse in parte, forse con qualche operazione di maquillage che dia l’illusione che le aliquote non saranno alzate, ma il primo punto del nuovo esecutivo difficilmente non sarà rispettato.

Dunque l’aumento anche graduale, o mascherato dalla cosiddetta rimodulazione è dato quasi per scontato. E al Tesoro è già si studia il piano B che attraverso la rimodulazione delle aliquote porti in cassa un importo comunque consistente in grado di soddisfare le richieste di Bruxelles che, almeno per ora, oltre alle parole non ha mai mostrato una reale intenzione di cambiare le regole del Patto di Stabilità. Così la base di lavoro prevede l’introduzione di una nuova percentuale, l’8%, che si inserirebbe tra quella minima (fissata oggi al 4%) e la nuova ridotta che passerebbe dall’attuale 10 al 12%. La nuova scala di valori consentirebbe uno...

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