Più vicina la fusione Fiat-Chrysler
DaDetroit, dove si è aperto il salone dell'automobile, Sergio Marchionne annuncia come imminente l'integrazione fra la casa italiana e quella Usa che potrebbe avvenire in anticipo rispetto alla previsione del 2014. «Le due aziende devono diventare una cosa sola», ha detto. Il problema ora è risolvere le controversie legali: il fondo pensioni Veba gestito dai sindacati controlla il 41,5% di Chrysler e chiede più soldi per cedere le quote. A decidere sarà un tribunale del Delaware. Ma il numero uno del Lingotto è certo: «Veba non resterà a lungo nell'azionariato di Chrysler», ha detto ai giornalisti spiegando che l'acquisizione potrebbe avvenire prima del collocamento in Borsa della Chrysler. «L'Ipo Chrysler è tecnicamente fattibile tra 9 mesi». I successi di Chrysler stanno paradossalmente alimentando il contenzioso della casa di Detroit con il sindacato metalmeccanico Usa, la Uaw, cui fa capo il fondo Veba. L'oggetto del contendere è rappresentato dal valore di un iniziale 3,3% della casa di Detroit sul quale Fiat ha esercitato il diritto di opzione lo scorso luglio. La valutazione del fondo Veba è di 343 milioni di dollari contro i 139,7 milioni indicati da Fiat. Secondo i sindacati il valore del gruppo è pari a 10,4 miliardi di dollari contro i 4,2 miliardi che emergono dal prezzo di acquisto pagato da Fiat. Sulla questione deciderà il tribunale del Delaware, con un pronunciamento atteso per il prossimo marzo.
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