Monti colga l'attimo fuggente
La Francia sceglie il prossimo Presidente in un duello appassionato dove sono in gioco i destini dell'Europa, l'Italia annaspa tra tecnici, tecnici dei tecnici, partiti, partitanti e varie comparse della scena politica. Confesso, vedere e commentare le elezioni negli altri Paesi Europei comincia a provocare in me una certa invidia. C'è lotta politica, confronto di idee, passione. Da noi sembra prevalere la rassegnazione. Ho sostenuto il governo di transizione e dato ampio credito al governo Monti, ma più passano i giorni e più penso che ci sia qualcosa di storto -ma non ancora irreparabile - in questa vicenda. Il Professore è uomo capace, di carattere e ironia apprezzabili, tuttavia si coglie una distanza forte dalla politica e dalla lotta ideale che è il sale di un'avventura di governo. Monti ha svolto con coraggio la prima parte del suo mandato (il Salva-Italia), ha portato a casa una riforma delle pensioni da tutti i partiti sbandierata ma mai approvata, ma ha ecceduto con la pressione fiscale e mancato l'obiettivo delle liberalizzazioni. Quanto alla crescita, non ci siamo e basta. Può recuperare? Sì, ma a patto che riprenda il filo della politica e la bussola liberale. Non ci sono altre strade. Il dibattito italiano è chiuso in se stesso, ma intanto l'Europa si sta giocando il proprio destino. Le elezioni francesi saranno uno spartiacque e il rapporto tra Parigi e Berlino non sarà più lo stesso: se vince Sarkozy, dovrà fare delle concessioni alla destra lepenista che rifiuta la ricetta tedesca, la Bce e l'architettura barocca dell'Europa, se vince Hollande, il patto fiscale va a carte quarantotto e si ridiscute tutto. Qual è la nostra posizione in merito? Vorremmo saperlo. Bersani tifa Hollande ma è in conflitto con Monti, pezzi importanti del centrodestra altrettanto, mentre gli ex di Alleanza nazionale sperano ancora in un Sarkozy rivisto e corretto per non lasciare il campo alle sinistre. In ogni caso, a Parigi un dibattito sul futuro del Vecchio Continente - quello dal quale dipendono i nostri destini - è più vivo che mai. È ora che anche l'Italia esca dal suo giardinetto e guardi più in là. Ricchezza, produzione e consumo si stanno spostando da Occidente a Oriente, mentre le politiche economico-fiscali producono disoccupazione. Monti colga l'attimo fuggente.
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