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Obama ora pensa a limitare lo strapotere delle banche

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Unnuovo attacco alle banche. Il presidente americano Barack Obama adotta la linea dura contro gli «eccessi sconsiderati di Wall Street» che non solo deve «restituire gli aiuti», ma deve dire addio alle vecchie pratiche e ai rischi eccessivi che hanno spinto il sistema finanziario e l'economia «sull'orlo del collasso». «L'irresponsabilità» mostrata dagli istituti con «i bonus osceni» e i maxi-utili rende sempre più evidente la necessità di una riforma della finanza, per la quale Obama è pronto a «lottare» contro le banche e il loro esercito di lobbisty, e nella quale propone di includere paletti alle dimensioni delle banche, affinchè non diventino troppo grandi da non poter fallire, e alle loro attività, soprattutto di proprietary trading. Paletti quindi alle eccessive prese di rischio delle società, che sono uno dei motivi della crisi e, spiega, «delle cause della crisi non possiamo dimenticarci». Se saranno adottate, le misure - secondo alcuni osservatori - porteranno il sistema indietro di anni: le nuove iniziative dell'amministrazione, infatti, sembrano trarre ispirazione dal Glass-Steagall Act, entrato in vigore dopo la Grande Depressione e che proibiva alle banche commerciali, o a società da queste controllate, di sottoscrivere, detenere, vendere o comprare titoli emessi da imprese private. Le banche quindi potrebbero essere costrette a decidere fra l'attività retail e quella di proprietary trading, e di conseguenza a separarsi. «Il private equity e il proprietary trading non hanno causato la crisi. Un ritorno al Glass-Steagall non è realistico. Noi non cambieremo il nostro status», commenta il chief financial officer di David Viniar. La Casa Bianca però smentisce la volontà di Obama di voler tornare al Glass-Steagall, che di fatto imponeva una divisione fra le banche commerciali e quelle di investimento. «Il sistema finanziario è decisamente più forte oggi di quanto non fosse un anno fa, ma continua a operare con le stesse regole che lo hanno spinto sull'orlo del collasso. La mia determinazione a riformare il sistema - afferma Obama - viene rafforzata dal vedere che le vecchie pratiche ritornano nelle aziende che si oppongono alla riforma; quando vedo profitti record in quelle società che dicono di non poter concedere prestiti alle piccole e medie imprese, di non poter mantenere bassi i tassi di interesse sulle carte di credito, e di non poter restituire le risorse stanziate dai contribuenti». Premendo sul Congresso per l'approvazione della riforma della finanza, Obama invita le banche «a lavorare insieme».

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