«Ora si punti sull'economia verde»
Edè meglio che niente. Ma se si leggono bene le cifre si nota che l'incremento registrato è dovuto al basso livello produttivo dello stesso mese del 2008» precisa a Il Tempo, Cesare Pozzi, docente di economia dell'impresa alla Luiss di Roma. Insomma siamo ancora nel tunnel? Il dato tendenziale continua a essere molto negativo e attorno a un -20%. Dunque il segnale di agosto ha un significato ancora marginale. Neppure il dato sull'auto (+45%) fa ben sperare? Gli incentivi che hanno mosso il mercato rischiano di essere solo un palliativo perché la crisi è strutturale e non congiunturale In termini più semplici? Nel ciclo economico normale si ha un andamento tendenzialmente crescente con alternanza di alti e bassi. Quando si verificano periodi di crisi gli strumenti sviluppati nelle principali economie consentono di riassorbire gli choc. Non è così invece in una crisi come quella attuale la cui caratteristica principale è uno straordinario eccesso di capacità produttiva, soprattutto sui mercati dei beni durevoli e intermedi, che non può più trovare sfogo in altri e diversi mercati. Le strategie tradizionali: concentro, chiudo per ridurre capacità, sposto dove il costo del lavoro è inferiore, possono risolvere nell'immediato la situazione di qualche industria, ma finiscono per generare un livello di disoccupazione insostenibile. Cosa occorre ora? Bisogna spingere le persone a chiedere cose in una logica di «economia sostenibile». Possiamo sfruttare una grande occasione perché la crisi strutturale si incontra perfettamente con le esigenze e con gli impegni ambientali che sono stati presi. Consigli concreti? Uscire dagli schemi. Il consumatore deve essere quasi costretto a scegliere beni compatibili con l'ambiente. E la regolazione può guidare i cambiamenti molto più che l'intervento finanziario dello Stato. Ad esempio nel caso dell'auto chiudiamo i centri urbani alle auto alimentate a combustibili fossili e sosteniamo questa scelta con formule coerenti di servizio pubblico e soluzioni come il car sharing. Si creerebbero subito mercati nuovi e alternativi. Il nostro sistema produttivo ha caratteristiche di flessibilità tra le migliori al mondo e occorre sfruttare in positivo questa sua caratteristica per riconvertirlo Fil. Cal.
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