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Esperia punta ai patrimoni del Sud

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Andrea Cingoli alla guida di Banca Esperia

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Banca Esperia, la società di gestione del risparmio di proprietà di due colossi finanziari del calibro di Mediobanca e Mediolanum, punta a conquistare una fette delle ricchezze accumulate nel Sud Italia. «Anche se può sembrare strano nel Meridione oggi sono presenti patrimoni di un certa rilevanza frutto di imprenditoria sana che è riuscita a svilupparsi nonostante la criminalità» ha spiegato ieri in un incontro l'amministratore delegato Andrea Cingoli. Così se la Lombardia concentra quasi un quarto della ricchezza privata del Paese (192 miliardi di euro) seguita da Lazio (84 miliardi) ed Emilia Romagna (74 miliardi) una fetta importante di liquidità e attività per investimenti è in tre regioni meridionali: Campania (44 miliardi), Sicilia (37 miliardi) e Puglia (32 miliardi). Una concentrazione di ricchezza verso la quale la banca non è rimasta indifferente. «Nei mesi scorsi abbiamo avviato un piano di rafforzamento delle nostre strutture. In particolare sono stati assunti una serie di professionisti (i private banker ndr) che avranno il compito di entrare in contatto con i territori per individuare i potenziali clienti» ha specificato l'ad Cingoli. Nessuna apertura di nuove filiali però. Quelle presenti nei vari capoluoghi resteranno e sarà potenziata solo quella di Roma. «Una scelta dettata dal marketing e dal diverso approccio culturale dei risparmiatori del Mezzogiorno che preferiscono una maggiore riservatezza sul loro status patrimoniale» conferma Cingoli. Insomma non è indifferente per un investitore privato pugliese, campano o siciliano, firmare contratti di consulenza e gestione milionari nella centralissima Piazza di Spagna a Roma, sede della filiale capitolina. L'incontro è servito anche a far il punto sui dati della raccolta di Banca Esperia. In particolare il fatto che è di fatto raggiunto l'obiettivo 2009 dei 10 miliardi di asset gestiti. «Questo grazie alla raccolta di 1 miliardo nei mesi estivi e alla rivalutazione del portafoglio». Nessuna stima sugli effetti dello scudo fiscale sui conti. Ma la banca si è già attrezzata per rispondere ai clienti con un help desk interno, la formazione del personale e una filiale virtuale per mantenere la riservatezza di chi se ne avvarrà.

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