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Fiat-Chrysler, via libera alla vendita

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I centri direzionali di Chrysler e Fiat

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Un giudice federale americano ha dato il via libera alla vendita della quasi totalità degli asset della Chrysler a una nuova compagnia di proprietà della Fiat, consentendo così l'uscita dalla fase di bancarottra della società automobilistica americana. La notizia è stata diffusa solo poche ore prima che della richiesta di 'Chapter 11' che verrà presentata da un'altra compagnia icona Usa, la General Motors. Ad approvare il piano di salvataggio della Chrysler è stato il giudice Arthur Gonzales, del Tribunale per la bancarotta del distretto meridionale di New York dopo tre giorni di udienze maratona. Venerdì per esempio, rende noto il New York Times, l'udienza si è protratta per 12 ore. A FIAT IL 20% - La nuova Chrysler che emergerà già nei prossimi giorni, con tempi record per la ristrutturazione di una società in crisi, avrà una nuova struttura proprietaria. Un trust del sindacato dei pensionati controllerà il 55 per cento della società, la Fiat il 20, una quota che la società italiana potrà elevare a 35, e i governi americani e canadese quote di minoranza. Il nuovo presidente sarà Robert Kidder, già a capo della Borden Chemical e di Duracell.   I RICORSI - C'è però un ultimo ostacolo alla nascita della nuova compagnia. Tre fondi dell'Indiana, fra cui un fondo pensione per insegnanti e poliziotti, hanno preannunciato la presentazione di un ricorso in appello contro la sentenza di autorizzazione, contestando il rimborso di 29 centesimi per dollaro prestato alla Chrysler che era stato stabilito. La Chrysler aveva contratto debiti sul mercato dei bond per 6,9 miliardi di dollari, 42,5 milioni dei quali (circa l'un per cento) di proprietà dei tre fondi dell'Indiana frondisti che avevano acquistato i bond nel luglio del 2008 per 43 centesimi per dollaro. Dovrebbero presentare ricorso anche alcuni gruppi di concessionari, fra i 789 tagliati fuori dalle operazioni della nuova società. Questi ritengono che la Fiat debba accettare un numero più elevato di concessionari o che l'accordo debba essere fatto slittare affinchè possano negoziare con la Fiat un accordo migliore.

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