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Fiat-Chrysler, Elkann: si chiude giovedì

Fiat e Chrysler

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«Siamo fiduciosi, ma dobbiamo aspettare giovedì e rispettare qualunque decisione venga presa», ha aggiunto Elkann, secondo il quale «paralare di probabilità a pochi giorni dalla copnclusione è sempre difficile. Nei grandi negoziati - ha sottolineato - molto si fa alla fine» «Seguo da vicino la trattativa, ci sentiamo con Marchionne attraverso sms - ha detto ancora Elkann - ma bisogna avere pazienza fino a giovedì. Oggi i negoziati sono in mano alla task force Usa. C'è tutto il nostro sostegno in quello che Marchionne sta cercando di fare in questo momento per partecipare al consolidamento dell'Auto, un sostegno assoluto. Valigie pronte per andare negli Usa? Sempre pronto a partire». Quanto alla possibilità che si ricorra per Chrysler alla bancarotta pilotata, Elkann ha spiegato: «il Capitolo 11 è un termime che può avere molte varianti, bisognerà vedere quali sono». Su Opel poi, Elkann si limita a ricordare che, «come è stato detto da MArchionne dopo il cda sulla trimestrale Fiat, c'è interesse a capire cosa succede nell'industria dell'auto. Se ci fossero opportunità, siamo interessati».   Chrysler stima che l'investimento di Fiat, nell'ambito dell'accordo con la casa automobilistica, sarà di 8 miliardi di dollari e consentirà la creazione di 4mila nuovi posti di lavoro. Lo scrive il Wall Street Journal secondo cui il Lingotto avrebbe inoltre concordato di produrre almeno un'auto piccola in uno stabilimento Chrysler negli Stati Uniti. In base all'accordo raggiunto con il sindacato statunitense Uaw, secondo il quotidiano, se l'intesa tra le due case automobilistiche andrà in porto, Fiat dovrebbe avere alla fine il 35%, il sindacato il 55% mentre il 10% andrà allo Stato e ai creditori. Il Wsj spiega che i sindacati di Chrysler hanno votato di raccomandare agli iscritti di ratificare i cambiamenti volti alla riduzione dei costi. L'accordo con il sindacato prevede la sospensione degli aggiustamenti salariali al costo della vita e nuovi limiti agli straordinari che verranno pagati solo con un monte ore superiore alle 40 settimanali. Intanto i creditori, verso i quali Chrysler è indebitata per circa 6,9 miliardi di dollari, hanno concordato di ridurre il debito a 2 miliardi. L'intesa con i creditori fa seguito a quella con i sindacati che prevede concessioni sui costi. Una volta approvato dai sindacati, aggiunge il quotidiano, l'accordo costituirà un passo importante nella ristrutturazione di Chrysler, che prevede infatti di convolare a nozze con Fiat.

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