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Alessandro Bertasi Tre fattori: portafoglio degli italiani ...

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Da un'indagine Adoc, il sindacato dei consumatori, il prezzo per mangiare in un ristorante di media qualità costa il 14,2% in più rispetto al 2007, in un locale etnico il 12% e in pizzeria si spendono circa 3 euro in più a persona pari a un aumento del 20%. «I rincari dei prezzi dei beni alimentari dell'ultimo anno - spiega il presidente dell'Adoc Carlo Pileri - hanno necessariamente portato a un rialzo del costo di una cena al ristorante, causando anche un vistoso calo delle presenze, in media il 12,6%. I clienti di un ristorante medio sono diminuiti del 25% e quelli di un locale etnico del 17%». Dalla diminuzione sono stati interressati sia i ristoranti rimasti aperti nelle città d'arte come Roma, Firenze e Venezia ma anche quelli delle località balneari. A trovarsi favorite, invece, da questa situazione sono le pizzerie e le pizze al taglio che vedono un incremento di presenze pari al 2%, grazie ai prezzi più vantaggiosi. Soprattutto hanno avuto la meglio perchè preferite dai turisti stranieri, che hanno registrando un aumento delle presenze del 12% rispetto al 2007. La denuncia poi dell'Adoc si estende poi ai buoni pasto giudicati inadeguati al costo delle vita: «In Italia - continua Pileri - il valore dei buoni pasto è fermo da 15 anni a 5,35 euro, mentre negli altri Paese europei l'adeguamento è già stato realizzato: in Spagna il valore defiscalizzato è di 9 euro, il 68% in più dell'Italia, in Francia 7 euro (+30%), in Portogallo 6,70 euro (+25%). «Il valore dei buoni pasto dei 2 milioni di lavoratori italiani non basta neppure per comperare un tramezzino e un succo di frutta - conclude Pileri -, aumentarne il valore aiuterebbe i consumatori in un momento di gravi difficoltà economiche come quello in cui ci troviamo. Il settore della ristorazione, vitale per la nostra economia, bisogna rilanciarlo concordando una strategia con le associazioni dei consumatori, al fine di abbassare i prezzi».

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