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Controllare i salari»

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Sono questi i motivi per cui i governi non devono in alcun modo abbandonare la strada del miglioramento dei conti pubblici ma puntare invece a «ulteriori progressi sulla via del risanamento strutturale» e delle riforme, anche alla luce di probabili «ulteriori pressioni sui conti pubblici». È questo il monito che arriva dalla Bce agli esecutivi dei Paesi che «presentano squilibri di bilancio», fra cui anche l'Italia che, se ha ridotto all'1,9% il rapporto deficit/Pil nel 2007, deve comunque ridurre un debito pubblico ora pari al 104% del Pil. L'istituto di Francoforte riconosce che alcuni Stati hanno già compiuto scelte importanti, ma resta ancora molto da fare: in particolare «rimane essenziale continuare a perseguire politiche macroeconomiche volte a potenziare crescita e occupazione, a mantenere posizioni di bilancio solide e sostenibili, a rendere più efficienti le entrate e la spesa pubblica». Avanti con riforme e risanamento, quindi, anche perché «nella fase attuale, politiche di bilancio particolarmente prudenti e orientate alla stabilità contribuirebbero anche a contenere le pressioni inflazionistiche», altro grande timore della Bce anche per le sue ripercussioni sulla crescita.

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