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Intesa-SanPaolo, la Spagna rovina le nozze

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Nasce il colosso del credito: sarà la prima banca d'Italia. Ma i soci del Santander votano contro

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A rovinare la festa, però, sono stati i soci spagnoli di Torino, il Santander, che continua a dire «no» ai valori dello scambio azionario. La superbanca. Ancora non è stato deciso il nome, ma già si conoscono le cifre della superbanca: una rete di 5.500 sportelli sparsi in tutto il territorio nazionale e una quota di mercato di oltre il 20% (20,4% per la raccolta, 20,2% per gli impieghi) che ne faranno la prima banca in Italia (tranne che nel Nord Est). Le quote di mercato andranno dal 30,9% nel risparmio gestito al 15,4% nel credito al consumo. Secondo i dati diffusi ieri, la capitalizzazione di mercato sarà di 72 miliardi di euro, con 12 milioni di clienti. Il nuovo gruppo avrà anche una presenza di rilievo in Europa centro-orientale, con 1400 sportelli e 6 milioni di clienti. Il presidente di Intesa, Giovanni Bazoli, non nasconde fin da subito ulteriori mire espansionistiche. «La solidità finanziaria» di Intesa-SanPaolo «ci consentirà di realizzare all'estero delle crescite importanti». Gli fa eco l'amministratore delegato della banca milanese, Corrado Passera: «Abbiamo le dimensioni per fare di più», ha detto indicando come zone importanti per il gruppo «l'Est Europa, i Paesi del Mediterraneo, la Russia, la Cina e l'India». Gli spagnoli dicono «no». Non c'è stato alcun ripensamento da parte degli spagnoli del Santander. Al cda del Sanpaolo Imi hanno votato contro il progetto di aggregazione perché hanno ritenuto non adeguato il prezzo di concambio. «Sono certo che il concambio sia quello giusto», ha detto Passera, nel corso della conferenza stampa che si è tenuta a seguito del cda. Il valore di 3,115 azioni Banca Intesa ogni azione del SanPaolo «è corretto - ha sottolineato l'ad - l'andamento di Borsa lo conferma in gran parte». Ieri a Piazza Affari la banca milanese ha perso lo 0,73% a 5,58 euro mentre il SanPaolo ha ceduto il 2,0% a 17,56, allineandosi così al rapporto di concambio fissato dai cda dei due gruppi. Cerca di stemperare le polemiche il presidente del SanPaolo Imi, Enrico Salza, che ha detto di ritenere «normale e legittimo» che vi possano essere opinioni differenti in merito al concambio e in questo senso i rappresentanti del socio spagnolo hanno auspicato, prima dell'assemblea, riflessioni su operazioni che possano dare maggiori soddisfazioni ai soci del Sanpaolo e «consentire anche al gruppo spagnolo di votare a favore e di rimanere al fianco del nostro gruppo». Rassicurazioni arrivano anche dall'ad di SanPaolo Imi, Alfonso Iozzo. «Quattrocentocinquanta anni di storia - ha detto - ci dicono che riusciremo a essere una grande banca e Torino avrà un ruolo importante».

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