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di GIOVANNI LOMBARDO ALITALIA alza il sipario sui conti e presenta risultati incoraggianti nell'ottica ...

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I ricavi, pari a 4 miliardi 797 milioni, sono stati incrementati di 498 milioni (+11,6%). Ieri il consiglio di amministrazione presieduto da Giancarlo Cimoli ha approvato il progetto di bilancio di esercizio e il bilancio consolidato al 31 dicembre 2005 del Gruppo. Alitalia ha anche confermato quanto reso noto il 31 gennaio scorso dopo la riunione del cda che ha approvato il budget 2006, cioè l'intenzione di chiudere l'anno in corso con il ritorno all'utile. Tuttavia, la compagnia ritiene «necessario approfondire ulteriormente gli effetti che si possono determinare nel 2006 a causa delle agitazioni sindacali registratesi nello scorso mese di gennaio». La compagnia parla espressamente di «una decisa inversione di tendenza nei confronti del recente passato». Questo nonostante il settore sia stato fortemente penalizzato dalle impennate, dalla primavera scorsa, delle quotazioni petrolifere. Per Alitalia, il costo del carburante ha pesato mediamente più del 35% rispetto al 2004. Il miglioramento dei conti è dovuto, oltre che all'aumento dei ricavi, anche al contenimento del costo del lavoro che nel 2005 è stato pari a 982 milioni con una diminuzione di 449 milioni rispetto al 2004. Il personale in forza alla compagnia nel 2005 è sceso a 17.679 unità, con un decremento di 2.819 dipendenti. Non solo tagli però. Il costo per consumi di materiali e servizi (escluso il carburante) è stato pari a 2.588 milioni con un incremento di 111 milioni rispetto al 2004 (+4,4%). Con l'ottimizzazione della flotta (177 aeromobili) ed «i primi forti recuperi di efficienza e produttività del personale navigante», Alitalia ha potuto arricchire il proprio network (sul domestico, sui Paesi del Mediterraneo, sull'Europa dell'Est e sui bacini di traffico intercontinentale i cui flussi si prevedono in forte espansione soprattutto India e Cina), con nuove destinazioni e aumento delle frequenze soprattutto sui mercati business di Roma e Milano, valorizzando gli hub di Fiumicino e Malpensa, e registrando una crescita del 7,8% dei passeggeri e del 9,1% del trasportato e un miglioramento dello 0,3% del coefficiente di occupazione attestatosi al 71,5%. Intanto, domani l'azienda è chiamata all'incontro con i sindacati e i ministri del Welfare e delle Attività produttive. Le cinque organizzazioni chiedono a Cimoli «la verità sui conti e sul futuro» della compagnia, anche in termini di alleanze sulle quali, dopo quanto accaduto sul fronte energetico tra Italia e Francia, chiedono un impegno al governo.

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