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DAVOS — La Ferrari vince ancora.

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000principali società del mondo. Ma la classifica mondiale, guidata dalla General Electric, mostra una scarsa presenza delle imprese italiane. Il «cavallino rampante», abituato a partire in pole position, è l'unica società tra le 72 della classifica generale e si deve così accontentare della 60esima posizione. E di fatto, anche se mantiene il primato tra le italiane, perde qualche posto rispetto al 41esimo conquistato lo scorso anno. Da segnalare, inoltre, che dalla classifica delle 14 imprese italiane «stimate» scompare la Fiat, che lo scorso anno si attestava al quarto posto. A scattare una fotografia sul mondo imprenditoriale italiano, così come viene visto dall'estero, è l'indagine curata dalla Pricewaterhouse-Coopers, sulle società leader che godono di maggior stima a livello mondiale. La ricerca è stata presentata all'avvio del World Economic Forum, che oggi prende il via a Davos, e sembra risentire degli scandali finanziari italiani. Del resto lo scorso anno il crac della Enron aveva portato al minimo la presenza delle imprese statunitensi, che appaiono ora di nuovo ben piazzate. Il Belpaese, però, può rifarsi con i suoi manager. Se la classifica per società è avara di presenze tricolori, tra i primi 34 top manager mondiale, tre parlano italiano: il primo è Marco Tronchetti Provera di Pirelli-Telecom, al 24esimo posto nella classifica mondiale; poi ci sono Alessandro Profumo di Unicredit e da Luca Cordero di Montezemolo della Ferrari, rispettivamente al 31esimo e al 34esimo posto. Si tratta di un ottimo piazzamento in una «gara» mondiale che vede i manager attribuire il primo posto al collega Bill Gates (Microsoft), seguito da Warren Buffet (Berkihire Hathaway) e Jack Welch (General Electric). Anche la classifica delle società è monopolizzata dagli Usa. Ai primi 12 posti vi sono 8 società statunitensi (dalla General Electric alla Microsoft, dalla Ibm alla Coca Cola), due giapponesi (Toyota e Sony), una tedesca Daimler Chrysler e una svizzera (Nestlè). L'Italia appare nelle classifiche per settore. La Pirelli è al 24esimo posto per le società di ingegneria, la Ferrero al nono per le società alimentari e la Gucci al settimo per le imprese commerciali «retail». Nessuna impresa tricolore appare invece nelle imprese chimiche, in quelle finanziarie e dell'information tecnology.

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