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Montepaschi, De Bustis indagato per truffa

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L'ex direttore: «Sono sereno e confido in un approfondito e rapido lavoro della magistratura»

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Tra gli indagati figurano anche Lorenzo Gorgoni, ex presidente di Banca 121 e, dal maggio scorso, componente del comitato esecutivo di Mps e l'allora direttore delle vendite dell'ex Banca 121, Giuseppe Pacileo. «Sono sereno e confido in un approfondito e rapido lavoro della magistratura - ha dichiarato De Bustis il quale, a proposito dei prodotti al centro delle indagini, ha precisato che «si tratta di strumenti finanziari cosiddetti reverse convertible adottati da tutte le banche in questi anni e presenti sul mercato in quantitativi rilevanti. Per cui occorrerebbe una riflessione di tutto il sistema bancario». Dai documenti sequestrati nell'ex istituto salentino emerge che, al momento della vendita di Banca 121 a Mps, la banca pugliese aveva un Return on equity (Roe) altissimo, pari a circa il 20%, contro l'8% che registravano, tra il 1999 e il 2000, alcune tra le più importanti banche italiane. Il Roe è il grado di redditività del capitale proprio ed è il quoziente di massima sintesi della performance aziendale. Per far innalzare il Roe, e quindi il valore sul mercato della banca, i vertici della Banca 121 - ritiene di aver accertato il Gico - avrebbero rivolto anche minacce ai dipendenti dell'istituto di credito ai quali avrebbero impartito l'ordine perentorio di vendere in massa i prodotti finanziari finiti sotto sequestro. Insomma, l'ipotesi degli investigatori tranesi è che l'operazione messa in atto dai dirigenti dell'ex Banca 121, sarebbe stata quella di «rendere più appetibile» l'istituto salentino nel momento in cui Mps era interessata all'acquisizione con il risultato di ingannare migliaia di inconsapevoli clienti. Il pubblico ministero inquirente, Antonio Savasta, ha parlato i con i giornalisti per spiegare alcune delle modalità del disegno. Al Mps - ha sottolineato Savasta - è stata prospettata una banca «attiva sul mercato, avendo piazzato a tutta la sua clientela questi prodotti particolari che le consentivano di ricevere immediatamente flussi di denaro e quindi plusvalenze»: la banca si proponeva ricca di liquidità avendo acquisito dal cliente il denaro per l'investimento. Questa liquidità è stata fatta apparire al Mps come plusvalenza. L'operazione tra Rocca Salimbeni e la banca leccese si compì appunto tra il dicembre 1999 e il 2001. Nel febbraio 2000 la Banca del Salento entrò nel gruppo Monte Paschi. Il 1° giugno 2000 la Banca del Salento assunse il nuovo nome di Banca 121; nel luglio successivo furono nominati i componenti del Consiglio di amministrazione, fra cui numerosi dirigenti del gruppo Monte dei Paschi di Siena e dell'ex Banca del Salento. La Banca del Salento è stata la prima banca in Italia ad aver realizzato la strategia multicanale integrata: filiali, negozi finanziari, promotori finanziari e virtual banking.

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