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Rc auto, Isvap: ridurre si può

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I premi sono cresciuti più del costo dei sinistri. L'Ania: ribassi impossibili

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Ci sono i presupposti (i primi mesi dell' anno lo hanno confermato) e le compagnie sono nelle condizioni per far scendere i premi, seppur gradualmente. Il nodo degli aumenti deve insomma essere risolto, visto il ritorno in utile del ramo, ma le garanzie e le tutele dei consumatori devono essere più vaste e riguardare tutto il settore assicurativo. Per questo l'Isvap lavorerà per garantire una maggiore trasparenza delle polizze, per sollecitare più investimenti e per spingere a una più incisiva concentrazione tra i marchi, troppo parcellizzati anche all'interno dei grandi gruppi, a tutto svantaggio delle competitività degli operatori. Sono queste le linee guida della relazione annuale dell'Isvap, l'Istituto di vigilanza sulle compagnie di assicurazione, esposte nel corso dell'assemblea annuale dal presidente Giancarlo Giannini. Le considerazioni sono state accolte con favore dal presidente dell'Antitrust, Giuseppe Tesauro, che è tornato a chiedere alle compagnie, «già sulla strada giusta», un ulteriore sforzo comune per ridurre i premi. Ma l'invito non è stato del tutto raccolto dal presidente dell'Ania, Fabio Cerchiai, secondo cui le tariffe «non sono riducibili» e un calo sarebbe ipotizzabile solo «in presenza di una riduzione dei costi di risarcimento». A giustificare la riduzione delle tariffe è il ritorno in positivo del conto tecnico nel 2002 e l'ampliamento della forbice tra costo sinistri (+3,6% nel 2000, +2,1% nel 2001 e +1,25% nel 2002) e premi (+9,9% nel 2000, +6,9% nel 2001, +8,5% nel 2002). L'Isvap giudica «condivisibile» l'ipotesi di indennizzo diretto proposta dall'Antitrust ed è d'accordo con il Garante anche sull' introduzione nel mercato assicurativo della figura dell' Ombudsman assicurativo, sulla falsariga di quanto accade oggi per la clientela bancaria. Critiche infine anche sulla gestione delle liquidazioni, ancora insoddisfacenti nei tempi e nei modi, soprattutto al Sud. Ma l'Ania replica dicendo che la raccolta del settore rc-auto nel 2002 ha registrato un incremento poco superiore al 6% e non dell' 8,5% come dice l'Isvap. Bollino rosso per le polizze ad alto rischio, giallo per quelle a medio e verde per le meno azzardate. È questa la proposta per rendere immediatamente identificabili, anche graficamente, i contratti più sofisticati. Nel 2002 l'Istituto ha effettuato 112 accertamenti ispettivi, vigilando in modo «rigoroso e continuo» sulla stabilità del sistema, la solvibilità delle imprese, la concorrenzialità e la trasparenza. Lo sviluppo delle polizze per la protezione dei rischi della salute «appare positivo». «Un allargamento della base mutualistica, in particolare con l'adesione dei soggetti di più giovane età - ha affermato Giannini - non potrà che migliorare le prestazioni nei confronti degli assicurati e il conto tecnico del settore». Critiche dall'Adusbef, l'associazione dei consumatori. «Una relazione sul nulla che sorvola sugli argomenti più importanti; ovvero fondo vittime della strada (la cui riduzione di 1,5 punti, pari a 250 milioni di euro è sparita); il decreto truffa Rc auto; le mancate diminuzioni tariffarie commisurate alla riduzione della sinistrosità, i lauti bilanci delle compagnie».

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