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l'addio

Un'Italia poco Idonea

L'attore s’è spento venerdì scorso

Un'Italia poco Idonea

C’è un’ancora più grande Italia fuori dalla nostra penisola. È quella delle comunità sparse per il mondo. La nostra emigrazione non ha mai avuto sosta. Alla manodopera in cerca di fortuna oltreconfine è seguita un’altra fuga, quella dei «cervelli». Non c’è caseggiato nella grande provincia italiana senza un suo elenco di ragazze e ragazzi che se ne sono andati via – ancora oggi sempre di più – e quell’ancora più grande Italia, a differenza che nel passato, non nutre neppure più il desiderio del ritorno ma solo un sorriso per dire a se stessi sì, abbiamo una radice, anzi, meglio: siamo proprio quel sorriso. Ed è da venerdì mattina che quel sorriso, grande come tutto il mondo – dall’Arca alla Merca, ossia dall’Africa alle Americhe – s’è trasformato in una dolcissima lacrima per contenervi dentro l’inchino di Gilberto Idonea, l’attore che più di ogni altro scavalcamontagne è stato richiesto a New York, a Sidney, a Toronto, a Bruxelles o a Buenos Aires. Idonea s’è spento venerdì mattina e da Catania – lui è l’erede di Angelo Musco, l’artista del teatro di parola e ragionamento – se n’è subito volato incontro all’ancor più grande Italia quando si raccoglie nell’applauso a scena aperta.

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