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Nuova era, solita Rai

Nuova era, solita Rai

Lega e M5S sono pronti a «blindare la Rai a loro favore». Lancia l’allarme Il Giornale: “Niente posti in Cda per il Pd, niente spazio o reti garantite all’opposizione, rigido controllo sull’informazione nazionale e locale».

Che il Pd abbia garantito pluralità nel servizio pubblico e nell’informazione è puro umorismo. Anche perché mai e poi mai la Rai è andata oltre il recinto della sinistra. Sia che governasse la Dc, sia che arrivasse Berlusconi.

Piero Vigorelli ebbe a festeggiare con la bandiera di Forza Italia per i corridoi di viale Mazzini ma i granitici contratti sono sempre stati garantiti alle Bianca Berlinguer, ai Fabio Fazio o ai Gad Lerner di ieri, di oggi e di sempre mentre ai “moderati” – un grande artista come Pupi Avati – ne fanno dei tappabuchi giusto per poi farfugliare, ecco, «lo spazio lo diamo, ma poi non fanno ascolti…».

È tutto un allarme per la Rai e però, alle solite: il furbo bue “de” sinistra dà del cornuto all’asino sapendo che questi, somaro qual è, si lascerà guidare.

Sotto il saldo giogo della transumanza dei furbi. Com’è sempre stato e come vorrebbero per sempre. Giammai un ritorno di Beppe Grillo. Ma l’eterna Rai dei soliti Benigni, i furbigni.

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