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Matteo Renzi, un leader in circolo

L'ex segretario del Pd in visita al Canottieri Aniene

Se al referendum vincesse il No Matteo Renzi deve dimettersi?

El purtava i scarp del tennis. Era la bella canzone di Enzo Jannacci. Solo che non potrà cantarla in milanese, bensì in pariolese. Matteo Renzi – il leader che tutto il mondo c’invidia – è finito all’Aniene, al circolo esclusivo della Roma bene dove Giovanni Malagò – con regale pietas – ha voluto accoglierlo e così dargli, in luogo di uno scettro, una racchetta. Da senatore di Scandicci (quando si dice il dettaglio) Renzi alloggia a Palazzo Giustiniani negli uffici che prima furono di Giuliano Amato, noto per il proverbiale idealismo (sempre avuta, lui, l’idea della lista) e poi di Lamberto Dini, già mejo fico der Bigoncio (a detta della di lui moglie, Donatella).

Il Rottamatore, titolare della ditta a suo tempo generata da Palmiro Togliatti, è fallito nel suo sogno di fare dell’Italia un bivacco riformista per la sua comitiva. Gioca adesso a tennis ma anche lì, all’Aniene, ci arriva senza passare tramite votazione, ma per una regalia provvisoria e amicale, manco fosse – il Circolo Canottieri – Palazzo Chigi. Quando si dice il dettaglio. Occhio però che dopo avere sfasciato il Pd, Renzi riuscirà a rovinare l’ultima qualità residua della Città eterna: il generone romano.

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